
Quando i prodotti rispettavano l’alternarsi delle stagioni, il “Marzolino” era il formaggio che si faceva a marzo, così come il “Maggeno” era il Parmigiano che si faceva a maggio. È il formaggio toscano per eccellenza e quasi certamente si è diffuso nel Lazio nel Novecento, quando l’esigenza di differenziare l’offerta ha spinto i produttori a guardarsi attorno per vedere se c’era qualche tecnica da copiare. Il Marzolino sarà sembrato l’ideale, perché utilizzava latte di pecora, perché la tecnica era più o meno simile a quella della Caciotta, perché, trattandosi di un formaggio giovane, dolce e di alta resa, permetteva al tempo stesso di coprire una fascia di consumatori più ampia e ricavi più immediati. Pantalone da Confienza, infatti, nella seconda metà del Quattrocento, definisce i Marzolini: “boni gustus e delicati”.
| Area | Via Ardeatina Via Cassia Via Claudia Braccianese |
| Stagionalità | Disponibile tutto l'anno |
| Produttori | Monte la Puglia Fattoria I Due Casini Castello di Corcolle La Cerra Casale del Castellaccio Colle Roscio A & A Formaggi Azienda Agricola Scialanga Fabio Brunelli Sud S.p.A. Caseificio La Pometina Caseificio De Juliis Enio e Figli srl La Cesarina di Fejzi Nagib La Quercia s.r.l. Azienda Agricola Eredi Di Marziantonio Emilio s.s. |
| Ricette | Maltagliati di farro con marzolina, verze ubriache, nocciola gentile e sfrizzoli di guanciale |


