Itinerari a cavallo
Per chi ha confidenza con il cavallo, aprire ed esplorare questa sezione sarà come affondare le mani in un cassetto colmo di prelibatezze. Grandi vie di accesso a Roma come Cassia, Tuscolana, Salaria, Flaminia, Appia e tutte le altre, diventano le spine dorsali di altrettanti viaggi alla scoperta dell'ambiente e della storia che circondano la Capitale. Centri ippici di qualità saranno i luoghi da cui partire alla scoperta del tessuto connettivo che abbraccia Roma, mentre uomini di cavalli di lunga esperienza saranno le guide e le anime di itinerari disegnati dalla natura e fissati dall'uomo. Sarà sorprendente scoprire come, a pochi chilometri dalla grande metropoli, esistano ancora angoli dove essere in sella ad un cavallo è l'unico modo per poterli assaporare appieno. Potrebbero essere le colline che dalla Tolfa digradano verso il mare di Civitavecchia, oppure le slanciate campate dell'acquedotto romano, che svettano contro il cielo del Parco dell'Appia Antica. Quindi perché aspettare, perché non sfogliare queste pagine? Non farlo vi lascerà con la curiosità di non sapere cosa avete trascurato!
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LUNGO LA VIA AURELIA
LA VIA CASSIA E CLODIA
LA VIA SUBLACENSE
VERSO I MONTI LEPINI
I CASTELLI ROMANI
Centri Fitetrec in Provincia di Roma
LUNGO LA VIA AURELIA
Dai Monti della Tolfa al mare
L'itinerario conduce verso il mare. Da Tolfa si punta verso Allumiere, un tempo importante sito minerario per le miniere di allume, attività ormai dismessa. Il tracciato porta verso la vecchia stazione di Allumiere, in località Farnesiana, così chiamata perché nel XVI secolo giunsero da Roma dei preti secolari i "cappellani farnesiani" da Farnese, potente famiglia romana. Questa comunità costruì una chiesetta, che nei secoli fu sostituita dall'imponente costruzione di cui ancora oggi si possono ammirare i resti. Poco distante rimane il borgo in cui venivano ospitati i braccianti durante i periodi della mietitura e i carbonai, figura che per lungo tempo ha caratterizzato questi territori traendone faticosamente di che vivere. Continuando a scendere vero il mare, per un tratto si segue la suggestiva linea morta della ferrovia Orte-Capranica-Civitavecchia. Nata negli anni Venti, serviva al trasporto del bestiame e del minerale di allume, è inutilizzata dagli inizi degli anni Sessanta a causa di una frana. L'ambientazione selvaggia, tanto da essere stata usata come sfondo di numerosi film western, costringe a rallentare il passo e permette di guardarsi attorno: da un lato i monti della Tolfa, coperti di fitta macchia e dall'altro il declinare del terreno sempre più verso il mare. Cambia il territorio e cambia la flora, per addolcirsi, passando dall'intreccio di roverelle, faggi e sottobosco intricato ad una vegetazione più rada, dove compaiono ginestre e coltivazioni. Si intravede Civitavecchia in lontananza, confusa con lo sfondo del mare. Prima di giungervi si può deviare verso le Terme Taurine, antico nucleo termale origine romana.
Informazioni: Circolo Ippico il Paddock Via del Marano/Vicinale snc 00059 Tolfa (RM) Il centro è affiliato alla FITETREC-ANTE, Federazione di Turismo Equestre. Il circolo, che dispone di un campo di lavoro, un tondino, box, poste e paddock., si trova nel pieno dei monti della Tolfa, non molto distante dall'omonima cittadina, già di per sé interessante motivo di visita, con il vecchio borgo medievale in pietra e i resti della grandiosa Rocca dei Frangipane.
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LA VIA CASSIA E CLODIA
Tra il Parco di Veio e il Parco della Valle del Treja
Sacrofano sorge all'interno del Parco di Veio, in una zona da sempre legata al cavallo e il centro equestre Amulio continua la tradizione che vede cavalli e cavalieri attraversare il territorio alla scoperta di angoli sempre nuovi. La proposta del centro è un itinerario di una giornata che conduce dapprima al Santuario della Madonna del Sorbo per giungere fino alle Cascate di Monte Gelato, nel territorio del Parco Suburbano della Valle del Treja. Il percorso è parte di una rete di vecchi sentieri che l'impiego del cavallo consente di mantenere in vita. La zona attraversata è caratterizzata dall'intensa attività vulcanica dei vulcani Sabatino e Sacrofano qui attivi circa 500.000 anni fa. Lungo le rupi tufacee sono presenti boschi di cerri e castagni, cui si affianca una spesso fitta macchia mediterranea. Ricca e pregiata la fauna che popola il territorio: volpi, faine, martore, puzzole, donnole, ma anche talpe e toporagni. Di taglia maggiore, ma non infrequenti, il tasso, l'istrice e il cinghiale. Fra gli uccelli: il nibbio e la poiana, il gufo e la civetta, ma anche usignoli, merli, ghiandaie e cuculi. Il Sorbo, uno dei principali punti d'interesse di questa escursione, offre due spunti opposti: sacro e profano. La leggenda racconta che nel XV sec. un guardiano di maiali trovò una scrofa in adorazione dell'immagine della Madonna e che ella chiese la costruzione di una chiesa. Perché la popolazione credesse alle parole dell'uomo, gli fece ricrescere il braccio che aveva da tempo perso. Storia invece più terrena e prosaica, ma ancora viva, è quella che risale molto meno indietro nel tempo. Le valli del Sorbo sono da sempre metà delle scampagnate di Pasquetta, ma per evitare dispute, tutt'oggi il lunedì di Pasqua è per tradizione riservato agli abitanti di Campagnano Romano, mentre il martedì a quelli di Formello. Il tracciato sfiora Mazzano Romano percorrendo la valle del fiume Treja, qui sufficientemente ampio. Dalle rive è possibile osservare l'antico castello, isolato dal resto del borgo medievale e ben protetto dalla gola del fiume. Al termine dell'escursione s'incontrano le cascate di Monte Gelato, una successione di numerose cascatelle e cateratte che creano un ambiente estremamente caratteristico dove è possibile tornare anche a piedi per avventurarsi lungo i sentieri tracciati dall'amministrazione del Parco.
Informazioni: L'itinerario è proposto dal Centro Ippico "Amulio Equitazione" Località Valle Bianchella, 00060 Sacrofano (RM). Tel. 06/9082158 - 339/6474215 - 393/5298460 Il centro è affiliato alla FITETREC-ANTE, Federazione di Turismo Equestre. Il circolo dispone di un campo da lavoro in sabbia dove si tengono le lezioni di equitazione. I cavalli sono scuderizzati sia in box che a paddock. Sono a disposizione degli ospiti dieci cavalli, per la sola monta inglese, addestrati tanto al lavoro in piano quanto alle uscite in aperta campagna. Il circolo fornisce anche ospitalità per un totale di dieci posti letto, cui si aggiunge il servizio di ristorazione fino ad un massimo di trenta coperti. Servizio navetta da e per principali stazioni ferroviarie ed aeroporti a richiesta. Un casale medievale con sorgente d'acqua esterna offre ospitalità a coloro che vogliono rivivere emozioni del passato (niente luce, gas o servizi).
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Alla scoperta dei Tre Fiumi
Questo itinerario è denominato "I Tre Fiumi", perché porta i cavalieri a viaggiare all'interno di un sistema idrografico composto dal Tevere e da due suoi affluenti, il Cremera e il Treja. L'itinerario richiede un certo impegno fisico perché dura tre giorni. La partenza avviene dal centro ippico. Il percorso va alla scoperta dell'antica via Veientana fino ad Isola Farnese dove si effettua una deviazione per visitare le rovine di Veio, città etrusca fiorente tra il VII e il V secolo a.C. Qui sono state rinvenute numerose pregevoli statue, fra cui l'Apollo di Veio. Ripresa la strada si giunge nella Valle del Sorbo entrando così nell'area d'influenza del torrente Cremera. Si pernotta presso l'Associazione Sportiva Equestre Il Sorbo. Il secondo giorno si prosegue fino a Mazzano Romano utilizzando l'ippovia tabellata realizzata d'intesa dal Parco di Veio e dal Parco del Treja. Si tratta di un tracciato che ricalca antichi sentieri e parte della via Francigena. Superato Mazzano si raggiunge Calcata, bell'esempio di borgo fortificato a pianta circolare divenuto ormai residenza di numerosi artisti che danno alla cittadina un'atmosfera assolutamente particolare. La seconda tratta si conclude presso il Centro Ippico Forre del Treja, omonimo delle spettacolari forre, che nulla hanno ad invidiare ai più rinomati canyon americani. Siamo nel territorio del fiume Treja e nel terzo giorno si raggiunge la confluenza con il Tevere per proseguire verso Ponzano Romano e giungere all'oasi naturale di Nazzano Romano. Tutto il viaggio si svolge all'interno del tipico ambiente della campagna romana e della macchia. Si viaggia fra grandi castagni e cespugli di corbezzolo, pioppi e cornioli, ontani e sanguinelli. Ricca la fauna sia di terra che di cielo: volpi e tassi, gufi e sparvieri, cinghiali e istrici. Anche le acque dei fiumi sono ricche e con un po' di fortuna si possono scorge gli aironi, che da qualche tempo hanno preso a sostare lungo le rive.
Informazioni: L'itinerario è proposto da Associazione Sportiva Equestre Il Sorbo Strada delle Piane di Formello 5, 00063 Campagnano di Roma (RM). Tel. 348/0657103 - 338/1967073 - 06/9077052. E-mail: sorbo@interfree.it Il centro è affiliato alla FITETREC-ANTE, federazione di turismo equestre. Il circolo scuderizza in box o a paddock e dispone di due campi da lavoro in sabbia, un tondino coperto. Per i cavalieri sono a disposizione due club house, piscina, campi da pallavolo e bocce. E' inoltre possibile soggiornare presso le strutture del centro. Nota: L'itinerario viene svolto con al guida di Guido Continenza, "esploratore e scopritore" di sentieri dimenticati. Guido Continenza è l'anima della Associazione Parchi a Cavallo che svolge attività in collaborazione con Legambiente.
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La Riserva Naturale Monterano
L'itinerario si svolge interamente all'interno della Riserva Naturale Monterano, inserita nell'elenco dei Siti d'interesse Comunitario, che dovrebbe costituire, secondo quanto previsto dalla Direttiva CEE 43/92, una rete europea di aree protette. L'ambiente naturale che fa cornice al percorso è quello tipico della macchia, con forte presenza di querce, ma le particolari condizioni ambientali hanno permesso l'affermazione di numerose specie vegetali anche di rilievo,come due rari tipi di felce. Siamo in una zona dal passato vulcanico e lo dimostrano le ondulazioni collinari con ampie valli fluviali, dove zone di dolci declivi si alternano ad improvvise tagliate con pareti verticali. Uno degli elementi caratterizzanti è il torrente Mignone e la sua valle, dove non è infrequente incontrare piccole mandrie brade di vacche maremmane dalle caratteristiche lunghe corna. Ma il luogo che ha scandito la storia di quest'area è l'altura di Monterano, che è poi l'obiettivo finale di questo percorso. Per raggiungere il luogo dove tutt'ora sono visibili i resti del primitivo abitato di Monterano, si attraversa un'area dove forti sono i segni lasciati dagli Etruschi, riconoscibili in alcune tombe monumentali. Ma è con Papa Clemente X che Monterano raggiunge l'apice e tutt'ora, lasciati i cavalli, è possibile entrare nel borgo per osservare il loggiato dell'antico palazzo feudale. Il loggiato fu realizzato del Bernini, come pure la Fontana del Leone. La storia del paese termina però drammaticamente nel 1799, quando viene bombardato e semidistrutto da una rappresaglia delle truppe francesi. L'abitato venne definitivamente abbandonato, anche a causa dell'imperversare della malaria, e ricostruito dove tutt'ora esiste l'odierna Canale Monterano. Da alcuni anni il nucleo originario è stato inglobato nella Riserva Naturale ed è iniziata l'opera di recupero di quello che è patrimonio della locale comunità.
Informazioni: L'itinerario è proposto da Associazione Equestre "Caino", Via Braccianese Claudia, km 34, 00060 Canale Monterano (RM). Tel. 06/9964137 Il centro è affiliato alla FITETREC-ANTE, Federazione per il Turismo Equestre. Nota: Durante l'anno è possibile partecipare a tipiche ricorrenze locali. Il 17 gennaio cade la festa di S. Antonio Abate, con la benedizione degli animali; a maggio si svolge il Riarto dei Butteri, con esibizioni di abilità equestre e degustazione di piatti tipici; a giugno il Corpus Domini con caratteristica infiorata; il 25-26 agosto ricorre la festa dei Santi Patroni Bartolomeo e Calepodia, con sfilate e corse a cavallo.
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Da Civitavecchia ai Monti della Tolfa
L'itinerario va dal mare di Civitavecchia, fino al Parco Marturanum, nei pressi di Barbarano Romano, abitato probabilmente di origine etrusca posto su un ripiano tufaceo dei monti Sabatini. La partenza avviene dalle rovine di Cencelle, o Leopoli, fatta erigere da papa Leone IV per dare un tetto agli abitanti di Centumcellae sfollati a causa delle incursioni saracene. Si procede verso l'interno in direzione di Civitella Cesi. Siamo nel pieno dei monti della Tolfa dove fittissima è la macchia mediterranea. Dopo una dozzina di chilometri si giunge in località Grasceta dei Cavallari dove s'incontrano i resti un antico tempio, l'unico esempio di culto arcaico sui monti della Tolfa. Seguendo poi il crinale, si giunge rapidamente ad un vasto altopiano, una località suggestiva e da sempre circondata da un alone di leggenda: secondo un'antica credenza popolare vi si troverebbe una misteriosa carrozza trainata da cavalli. Proseguendo si entra nel bosco che conduce fino alla piana, dove è possibile visitare i ruderi dell'Abbazia di Piantrangeli, posta in posizione dominate sulla valle del Mignone. Siamo ormai nei pressi di Civitella Cesi, da dove si punta decisamente verso San Giovenale, sito archeologico di grande importanza. Accanto alla panoramica rupe su cui sorgeva l'abitato, si trovano le necropoli, dove si può ancora notare una strada, con le tracce dei carri scavate nel tufo. Si entra infine nel territorio del Parco, caratterizzato da due situazioni ambientali: la forra, valle fluviale profondamente incisa nel tufo dal torrente Biedano e dai suoi affluenti. La seconda è quella del rilievo collinare, dove predominano querceti e pascoli inframmezzati da macchie spinose come il biancospino o la rosa canina. Frequente incontrare equini e bovini al pascolo brado. All'interno del parco è stata scoperta una necropoli etrusca che gli studiosi hanno identificato come l'antica Marturanum.
Informazioni: Associazione Parchi a Cavallo Via Montelupoli 39, 00063 Campagnano di Roma (RM) Responsabile Guido Continenza. Tel. 335/6094062 - 06/9077415. E-mail: guidocontinenza@parchiacavallo L'associazione svolge attività in collaborazione con il Parco di Veio e fornisce assistenza e guida per escursioni a cavallo.
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Alla scoperta del lago di Martignano
L'itinerario si svolge all'interno del Parco di Martignano, l'ultimo nato in ordine di tempo fra i parchi del Lazio. Il percorso permette di apprezzare l'ambiente locale e notevoli vedute del lago, anzi seguendo uno specifico sentiero è possibile giungere ad punto sopraelevato da dove godere la vista contemporanea sia del lago di Martignano che del vicinissimo lago di Bracciano. Lungo il tragitto s'incontra la Torre di Stracciacappe, un avamposto medievale di avvistamento situato sul bordo dell'omonimo laghetto, prosciugatosi completamente in seguito alla costruzione del canale di collegamento fra il Lago di Martignano e il Lago di Bracciano, avvenuta nel 1828. Proseguendo si toccano i resti di una torre etrusca, per incrociare infine l'antico Casale di Martignano risalente al XV secolo. Inizialmente sul luogo sorgeva un castello e probabilmente un borgo, abbandonati a causa dell'epidemia di peste della fine del 1300. Successivamente, sul luogo dell'antico castello fu costruito un casale che figura in molte carte del Lazio come casale di Martignano. Fu lunga la vita del Casale, ma giunse al termine quando si volle realizzare un camino con la relativa canna fumaria al piano nobile della costruzione. La canna fu scavata del muro portante, il cui indebolimento portò ad un progressivo disfacimento dell'edificio. L'ambiente è quello tipico della campagna romana, con numerosi inserimenti legati alla vicinanza di ben due sistemi lacustri, che portano soprattutto ad una considerevole presenza di uccelli, fra cui alcune specie di selvaggina da piuma. Nella macchia trovano poi rifugio cinghiali, volpi, scoiattoli e piccoli roditori. Importante la presenta di querce e roverelle, accanto anche a numerose specie di arbusti spinosi. Oltre a questi itinerari di una giornata, il circolo organizza due volte l'anno trekking più impegnativi che richiedono una buona esperienza equestre, come quello che porta fino al monte Terminillo, oppure quello che tocca Tuscanica per giungere fino ad Albinia.
Informazioni: Associazione Sportiva Circolo Ippico Il Sorriso Via Pian del Pero 75, 00063 Martignano (RM). Tel. 339/8882833 Il centro è affiliato alla FITETREC-ANTE, Federazione di Turismo Equestre. Il circolo dispone di un campo in sabbia, tondino, club house, box in muratura, 12 poste, 14 paddock, selleria, spogliatoi. E' centro di doma puledri e stazione di monta. Il centro non fornisce ospitalità, ma ha una convenzione con il vicino agriturismo Casale di Martignano.
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LA VIA SUBLACENSE
Alla scoperta del Parco dei Monti Simbruini
Questo itinerario si svolge interamente all'interno del Parco dei Monti Simbruini e prende il via dall'Associazione Sportiva Equestre Monti Simbruini a Monte Livata. Il percorso si snoda lungo circa 50 km e ha una durata di 8-9 ore. I mesi migliori per affrontarlo sono maggio, giugno e fine settembre. Lasciata la strada asfaltata che corre davanti il circolo ippico, in breve si dimentica di essere a pochi chilometri da Subiaco. Sotto gli zoccoli si succedono sentieri, strade imbrecciate e il fondo morbido ma consistente dei pascoli e l'occhio si abitua rapidamente a cogliere i segni di una cospicua vita animale: il volo di un falco, le buche fatte dai cinghiali e per i più attenti ed esperti anche le impronte di un lupo. Momenti immersi in un paesaggio estremamente vario che fa da sfondo all'andare dei cavalli: vallette punteggiate dal bianco di grosse pietre, rotondità del terreno dove ampie zone erbose si alternano a fitte formazioni boschive, improvvise scarpate, piccoli corsi d'acqua e, lontane, le cime più aspre dei Monti Simbruini. E' un'immersione totale nella natura, si percorrono chilometri senza incontrare anima viva o al massimo qualche gregge di pecore o piccole mandrie semi brade di vacche. Tutto il tragitto si svolge sopra i 1.000 metri di quota, giungendo fino ai 1751 delle "Vedute", nome significativo per il panorama che vi si può ammirare, poco sotto la vetta del vicino monte Autore (1855 metri). Unico punto di contatto con la "civiltà", una sosta per visitare il Santuario della SS Trinità, nei presi di Vallepietra, uno spettacolo impressionante: uno strapiombo mozzafiato di oltre 300 metri, "lo Scoglio", ai cui piedi si apre la chiesetta. Sembra sia l'unico santuario al mondo dedicato e intitolato alla Trinità, le cui origini si perdono nelle nebbie dell'anno 1000. Si tratta di una grotta con resti di affreschi raffiguranti la Trinità, chiusa sul davanti da una facciata in muratura. Gli studiosi ritengono sia sorto su un antico tempietto pagano ad opera dei Benedettini di Subiaco, o di monaci Basiliani rifugiatisi nella grotta e che sarebbero gli autori degli affreschi. Più emozionante la leggenda popolare: si narra che i buoi di un contadino, al lavoro nei campi sulla Tagliata, sovrastante lo strapiombo, fuggissero e precipitassero nel burrone. L'aratro rimase impigliato a mezz'altezza mentre l'uomo invocava la Trinità. Quando raggiunse il fondo del precipizio ritrovò i buoi sani e salvi in adorazione dell'immagine della Trinità dipinta nella grotta. Una volta l'anno, da due secoli, la mattina della festa liturgica della SS Trinità, si può assistere al "Pianto delle Zitelle", canto in tono di lamento eseguito dalle giovinette di Vallepietra.
Informazioni: Ass. Sportiva Monti Simbruini Loc. Monte Livata - Subiaco (RM) Responsabile: Giuseppe Digiannantonio. Tel. 339/4573957 - 329/3711678 Al circolo si affianca un piccolo ristorante gestito da Filippo Digiannantonio Tel. 0774/826548 Il circolo dispone inoltre di una foresteria con dieci posti letto.
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VERSO I MONTI LEPINI
I Monti Lepini
L'itinerario, di un giorno, prevede la partenza alle ore 8.00 dal Circolo per far ritorno intorno alle 18.00. L'itinerario si inoltra in un contesto ambientale di suggestiva bellezza, tipico dei Monti Lepini. Partendo dal circolo si attraversa un bosco di castagni da frutto secolari. Salendo, dai 700 metri ai 1100 circa, si nota una varietà di piante che va dai carpini alle roverelle, ai ginepri, ai lecci. Carpineto prende il suo nome proprio dalla grande quantità di carpini. All'altezza di 1100 fino ai 1500 metri si giunge, alle suggestive faggete. Qui è presente una diffusa popolazione di taxus baccata, pianta che risale all'era glaciale. Il luogo geografico più interessante di questo percorso è Pian delle Faggeta, un pianoro carsico situato a circa 1000 metri. Qui è possibile sostare per dare riposo a cavalli e cavalieri per poi proseguire e raggiungere il monte Semprevisa (1536 m), cima più alta e panoramica dei Monti Lepini. Pian delle Faggeta è catalogato come S.I.C. (sito di interesse comunitario) per la presenza di flora e fauna caratteristiche e che con interventi da parte della comunità europea si sta salvaguardando e valorizzando sia da un punto di vista ambientale che turistico. Lungo il percorso è possibile avvistare branchi di pony d'Esperia allevati allo stato brado. A circa 1200 m sui pendii del Monte Sempreviva scorre una sorgente perenne dalle acque fresche ed incontaminate: la sorgente di Sambuco. Il percorso è di media difficoltà. La durata complessiva è di circa 7 ore di viaggi e 3 ore per il pranzo e il riposo.
Informazioni: Centro Ippico Il Ceppetto C.da Ceppetto, 00032 Carpineto Romano (RM) Tel. 335/5255732 - 320/4390022 Fax. 06/97180029 Web: www.ilceppetto.com E-mail: valerianocacciotti@carpinetoromano.it Il centro è affiliato FITETREC-ANTE, Federazione per il Turismo Equestre Nell'azienda agricola, a gestione familiare, si allevano pony d'Esperia (che arrivarono in Italia centrale con i Saraceni nel X secolo), maiale nero dei Lepini a grave rischio di estinzione, bovini e caprini. Il Circolo ha un campo di lavoro 40x20, 8 box in muratura, 8 box aperti e poste per 20 cavalli. Inoltre ci sono 6 paddok per un totale di 4600 m; si pratica monta inglese, ed in parte monta da lavoro non americana. Sono a disposizione per le escursioni 10 cavalli esperti dal piede sicuro, oltre ai 5 muli usati per la soma che all'occorrenza possono essere montati. Nota: Per il pernottamento si può trovare alloggio presso il B&B La Colonna a 500 m dal Circolo. L'azienda agricola gestisce anche un ristorante ubicato in via G. Matteotti, "Stradanova" riconosciuto come ristorante novità da Slow Food e Hosterie Italia.
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I CASTELLI ROMANI
La Valle della Caffarella L'itinerario, consigliato ai meno esperti e percorribile in un'ora circa, va alla scoperta della valle alluvionale della Caffarella, formatasi grazie all'erosione del fiume Almone sulle pietre laviche che milioni di anni fa discesero dal vulcano dei Castelli Romani. Il fiume ha creato un microclima particolare, grazie al quale alcune piante crescono esclusivamente in questa zona, inoltre popolano il parco anitre, aironi, fagiani, gheppi, pavoncelle e altri tipi di uccelli insieme a volpi, faine, conigli selvatici, gamberi di fiume. Per quanto riguarda l'aspetto storico, la Caffarella, chiamata nell'antichità la Vallis Marmorea, ha molto da offrire proprio per la sua ricchezza di antiche vestigia. Durante la passeggiata si attraversano varie epoche storiche: da quella romana a quella rinascimentale passando per il Medioevo. I resti di quei tempi passati sono molti: il Tempio della Ninfa Egeria, la chiesa di Sant'Urbano, il Casale della Vaccareccia, il Tempio del Dio Reticolo.
Informazioni: Circolo Ippico "Cavalieri dell'Appia Antica" Via dei Cercini, 15 Roma (RM). Tel. 06/7801214. Il centro è affiliato alla FITETREC-ANTE, Federazione di Turismo Equestre. Il circolo Cavalieri dell' Appia Antica propone vari itinerari di diversa durata e diversa difficoltà, ma tutti caratterizzati da numerosi siti di interesse storico e archeologico.
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Viaggio verso i laghi dei Castelli Romani
Partendo di buon ora dal centro ippico si percorre la dorsale della antica via Appia, sino ad arrivare nella zona delle rinomate vigne di Marino, risalendo le quali si giunge alle pendici del cratere del lago di Castel Gandolfo. Qui, raggiunte le rive, in una delle famose "Fraschette" è possibile gustare, i sapori tipici della cucina dei Castelli Romani. Nel pomeriggio costeggiando le rive del Lago si giunge sino all'altro versante, risalito il quale si entra nei meravigliosi boschi cedui del parco. Tra i secolari castagni si arriva ad uno dei punti più suggestivi del viaggio: la veduta dall'alto del lago di Nemi con all'orizzonte il mar Tirreno. Dopo un'oretta si giunge a destinazione, Genzano, in località Quarto della Mandorla, dove è possibile trovare ospitalità nelle antiche capanne dei pastori "attrezzate modernamente" per passare la notte intorno al focolare come più di cento anni fa. L'indomani il ritorno seguendo in parte il percorso dell'andata e in parte nuovi sentieri per scoprire angoli diversi di uno stesso ambiente. Il tempo di percorrenza è di due giorni per cinque ore al giorno di sella (l'itinerario prevede più soste pranzo).
Informazioni: Circolo Ippico "Cavalieri dell'Appia Antica" Via dei Cercini, 15 Roma (RM). Tel. 06/7801214. Il centro è affiliato alla FITETREC-ANTE, Federazione di Turismo Equestre. Il circolo Cavalieri dell' Appia Antica propone vari itinerari di diversa durata e diversa difficoltà, ma tutti caratterizzati da numerosi siti di interesse storico e archeologico.
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Tre itinerari nel Parco dei Castelli Romani
Itinerario 1: Sulla Via di Diana - Lago di Nemi L'itinerario prevede l'attraversamento di un tunnel scavato sotto la Via dei Laghi, per raggiungere il versante opposto, luogo particolarmente panoramico, da cui è possibile ammirare la morfologia vulcanica che ospita il Lago di Nemi. Si discende poi tutto il versante attraversando il bosco sino ad arrivare all'Emissario e al Tempio di Diana, luogo di culto e di misticismo per gli antichi Romani (quota 330 m). Per chi lo desidera è possibile una visita al Museo delle navi romane. Itinerario 2: Via Sacra - Monti delle Faete Itinerario di particolare suggestione e valenza storica, splendido in primavera e nel primo autunno. Ci si addentra nel cuore del Parco e si percorre un tratto della "Via Sacra", per raggiungere il Maschio delle Faete (quota 956 m.), panoramico punto d'osservazione.
Itinerario 3: I boschi del Vivaro L'Itinerario più rappresentativo del Parco per la molteplicità di ecosistemi che rappresenta. Di particolare interesse ambientale, per scoprire il patrimonio naturalistico dell'area protetta.
Informazioni: Centro Equestre Natalizzi Via delle Noci, 00049 Velletri (RM). Tel. 06/ 9631476 Il centro è affiliato alla FITETREC-ANTE, Federazione di Turismo Equestre. Il Centro, all'interno del comprensorio del Parco Regionale dei Castelli Romani, entro la valle dei "Pratoni del Vivaro", è dotato di campo ostacoli, tondino e rettangolo. Ampi box e paddock con copertura erbosa e confortevole club house completano la struttura. L'attività del circolo è indirizzata prevalentemente alla pensione cavalli e al turismo equestre e si svolge all'interno del comprensorio dei Pratoni del Vivaro. Il Centro offre diverse tipologie di percorsi, adattandoli alle equestri capacità dei visitatori.
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