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Itinerari in bici/treno

Ideale per chi ama le emozioni fornite dalle due ruote, questa sezione riserva mille opportunità per passeggiate in bicicletta ed escursioni in mountain-bike.
E per permettere di realizzare itinerari di lunga percorrenza, al percorso in bici si affianca quello in treno, per consentire di giungere a destinazione e rientrare più agevolmente al punto di partenza.
Una vera fucina di percorsi entusiasmanti, piste ciclabili e strade sterrate alla scoperta di luoghi panoramici, eremi, chiese rupestri e riserve naturali.


Seleziona l'itinerario che preferisci:

LUNGO LA VIA AURELIA 

LE VIE CASSIA E CLODIA

L’AGRO CAPENATE

LA SABINA ROMANA

TIVOLI E L'ANIENE

LA VIA SUBLACENSE

NEL FEUDO DEI COLONNA

VERSO I MONTI LEPINI

I CASTELLI ROMANI

LA COSTA MERIDIONALE


LUNGO LA VIA AURELIA
 


Da Manziana al castello di Santa Severa 
L’itinerario è una dolce discesa dai monti al mare. Si attraversa il fitto bosco della Macchia Grande di Manziana e l’affascinante paesaggio della Caldara di Manziana, lago di effusioni sulfuree, giungendo fino al borgo di Sasso. Di qui dolci colline coltivate conducono fino al mare, nei pressi dell’imponente castello di Santa Severa

Prendere la linea ferroviaria Roma Ostiense-Viterbo e Viterbo-Manziana/Canale Monterano fino alla stazione di Manziana. Dalla stazione è consigliabile salire verso la piazza del paese: dal giardino si ammira la bella veduta aperta verso il lago di Bracciano e il Castello Odescalchi.
Il paese di Manziana, sorto ai piedi del monte Calvario (m. 541) venne edificato a metà del 1500 come borgo rurale del Pio Istituto di Santo Spirito in Sassia.
Dalla piazza, partendo dal fontanile barocco, si percorrono a piedi poche centinaia di metri in senso vietato, fino al primo incrocio, dove si prende a destra la strada alberata che scende fino alla Braccianese, attraversata la quale si penetra nel fitto bosco della Macchia Grande di Manziana. Il bosco, reso magnifico dai suoi superbi cerri e alberi d’alto fusto, ha l’ingresso segnalato da uno sbarramento, superato il quale si prosegue lungo lo sterrato fino alla strada asfaltata. 
Si percorre quindi la strada provinciale che conduce al paese di Sasso. Qui si incontra il bivio per il Monumento Naturale della Caldara di Manziana (indicato dalla segnaletica), raggiungibile a poche centinaia di metri, dove è interessante fare una visita: si tratta di un lembo di terra biancastra disseminato di sorgenti solforose fumanti, che deve il suo nome alla morfologia del sito somigliante ad un grande calderone.
Continuando sulla strada asfaltata, poco trafficata, si raggiunge il borgo di Sasso. Il paese è di poche case raggruppate attorno ad una piazza. Vi si accede da una porta merlata e all’interno si possono osservare i resti dell’antico castello.
Da Sasso una stradina poderale sterrata conduce verso il mare. Nei pressi del ponte sull’autostrada si imbocca la strada asfaltata che, attraversando l’Aurelia, porta a Santa Severa. La stazione precede il centro storico, ma vale la pena, prima del ritorno, una visita all’antico castello (XI-XVI secolo), le cui mura abbracciano un piccolo villaggio.

In treno: andata: Roma Ostiense -Viterbo, Viterbo – Manziana/Canale Monterano 
ritorno: Santa Severa – Roma Ostiense
In bicicletta: lunghezza: Km 24 circa 
difficoltà: facile

Informazioni: Parco Regionale Bracciano Martignano Tel. 06/999120220. www.parchilazio.it


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LE VIE CASSIA E CLODIA

Intorno al lago di Martignano
L’itinerario segue, nel primo tratto, la circonferenza del lago di Martignano, all’interno dell’area del Parco Regionale di Bracciano-Martignano. Si attraversano colline e vaste aree di campagna silenziosa e selvaggia. Dal lago di Martignano si raggiunge quello di Bracciano, terminando la gita ad Anguillara, grazioso borgo storico affacciato sulle rive del lago.

Prendere la linea ferroviaria Roma Viterbo fino alla fermata Cesano di Roma. Usciti dalla stazione di Cesano si imbocca la via che fronteggia la piazza, unico tratto trafficato dell’intero itinerario.
Dopo alcune curve in salita, si incontra il bivio che conduce al paese (indicato dalla segnaletica), superato il quale si prosegue ancora sulla strada principale fino ad incrociare l’imbocco di due strade sterrate: la seconda introduce alla Riserva protetta di Bracciano Martignano.
Il bosco collinare si presenta in quest’area particolarmente integro e consente una piacevole pedalata tra castagni e zone di campagna silenziosa.
Entrando, dopo una discesa e dei tratti ondulati, si incontra la strada asfaltata che si prende a sinistra. Il tracciato circonda il perimetro del prosciugato lago di Baccano dal quale si raggiungerà il bacino di Martignano. Martignano è un lago di origine vulcanica profilato da creste pendenti, per cui la strada presenta una ripida salita e discesa, per aprirsi poi al magnifico panorama del bacino lacustre. Continuando la discesa (su strada asfaltata) si arriva vicino al Casale di Martignano, dove la strada diventa sterrata, costeggia il lago, risale sulla destra fino ad incrociare un altro tratto sterrato in cui si gira a sinistra, risalendo un dosso.  Superato questo si scende poi fino al Fontanile di Mola Vecchia.
Da qui, oltre un fosso, si prende verso sinistra la strada che conduce ad Anguillara, per entrare nel borgo. Il piccolo paese è situato in un promontorio a punta che disegna un angolo, da cui forse l’antico nome Angularia. Bastioni e torri ricordano l’abitato medievale e la monumentale porta cinquecentesca conduce alla piazza del Comune, dove è godibile il bel panorama del lago. Il paese conserva ancora il Castello Orsini, risalente al XV secolo. Da Anguillara, imboccando la via Anguillarese, si raggiunge la stazione, indicata dalla segnaletica.


In treno: andata: dalla stazione di Roma Termini a Cesano di Roma (linea Roma-Viterbo)
ritorno: dalla stazione di Anguillara a Roma Termini
In bicicletta: lunghezza: 24 Km circa
difficoltà: media; breve ma ripida salita nel tratto iniziale


Informazioni:  
www. parchilazio.it Parco Regionale Bracciano Martignano Tel. 06/9986627 - 06/99806261
Sconsigliato in piena estate. 


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L’AGRO CAPENATE


La valle Tiberina: lungo gli argini del Tevere
L’itinerario naturalistico lungo le piste ciclabili all’interno della Riserva Naturale Nazzano - Tevere Farfa, propone un’insolita immagine del Tevere, che lambisce in questo tratto boschi dove trovano riparo molteplici specie di avifauna selvatica. Numerosi punti di osservazione consentono di appostarsi aspettando il passaggio di uccelli migratori, tra cui il raro falco pescatore.

Prendere la linea ferroviaria Roma-Orte fino alla fermata di Poggio Mirteto. Dalla stazione di Poggio Mirteto si gira verso Torrita Tiberina proseguendo dritti fino ad incontrare il ponte sopra la ferrovia. Senza superarlo si gira a sinistra scendendo sulla strada sterrata, che, oltre il sottopasso ferroviario, introduce all’interno della riserva Naturale Tevere Farfa. Questo percorso, che costeggia la riva sinistra del fiume è chiamato “La Mola”. Una salita a destra e una discesa nella stessa direzione conducono all’argine del fiume, seguendo il quale, lungo il percorso segnato, si raggiunge il Casale della Mola, situato nel punto in cui l’affluente Farfa sbocca nel Tevere. E’ una postazione panoramica dove sono stati predisposti i punti di avvistamento della fauna.
Risalendo dal casale, la strada sterrata taglia l’ampia piana di Nazzano e proseguendo penetra all’interno del bosco. Qui la ripida discesa del Fosso dell’Inferno riporta verso l’entrata della riserva. 

A questo punto, dopo aver percorso già 12 Km, è possibile continuare la visita alla riserva attraversando il ponte sul Tevere per andare ad esplorare la riva opposta (altri 12 Km).
La pista ciclabile, indicata dalla segnaletica, costeggia il lungofiume, ed è la stessa in andata e ritorno. All’interno della riserva il paesaggio è vario e le aree paludose sono abitate da molte specie di piante e animali. Si potranno incontrare pannelli didattici che spiegano la natura del luogo e visitare il Museo della Notte, dedicato agli animali notturni.

Tornando verso Poggio Mirteto, prima di riprendere la via per la stazione, si può visitare il borgo antico, disteso su un colle e ancora in parte racchiuso dalle mura trecentesche. In paese si trova il Museo Civico Ercole Nardi, che, nella sezione demoantropologica, mostra come erano le case della zona a fine Ottocento.

In treno: andata:dalla stazione di Roma Tiburtina o Ostiense a Poggio Mirteto Scalo (linea Fiumicino-Orte)
ritorno: dalla stazione di Poggio Mirteto Scalo a Roma Tiburtina o Ostiense (linea Orte Fiumicino)
In bicicletta: lunghezza: 14 o 28 Km circa
difficoltà: facile, quasi completamente in piano

Informazioni:  
Riserva Regionale Tevere Farfa, Nazzano Tel. 0765/332533
www.parchilazio.it; www.parks.it; www.teverefarfa.it
Sconsigliato dopo abbondanti piogge. 


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LA SABINA ROMANA


Monterotondo e Mentana
L’itinerario attraversa una delle zone di insediamenti più antichi attorno a Roma, famosa  come centro di villeggiatura e per il suo  vino. La grande bellezza di questi colli è stata in parte rovinata dall’edilizia moderna, ma conserva inaspettati tesori d’arte barocca e panoramici paesaggi con vedute estese sulle vallate.
L’escursione inizia dalla stazione ferroviaria di Monterotondo Scalo, raggiungibile da Roma con il treno per Fara Sabina-Orte. Monterotondo è un piccolo centro ferroviario e industriale legato alla produzione di laterizi. Si raggiunge l’uscita secondaria sulla sinistra dei binari; sulla strada si volta a destra e poi a sinistra per arrivare alla via Salaria. Di qui si seguono le indicazioni per Monterotondo, posto a circa km 5 sulla via Nomentana. Ricordata già nel 1074, la cittadina fu feudo delle famiglie Orsini e poi Barberini, che dal 1626 ne curarono l’ampliamento e commissionarono interessanti monumenti. Giunti al termine della strada in salita che conduce alla Piazza 8 martiri, si attraversa a destra una porta urbana del ‘700 e si entra nel centro antico della città: seguendo a sinistra via XXV Aprile si trova la chiesa di S. Maria delle Grazie, dove è la bella tomba rinascimentale di Girolamo Orsini. Tornati alla porta settecentesca si può seguire in salita per piazza dei Leoni, così chiamata per la fontana sostenuta da quattro leoni, e poi per Via Cavour fino al Duomo, realizzato nel 1639 dal cardinale Carlo Barberini secondo il gusto berniniano. 

Dalla porta settecentesca si prosegue in salita verso la cima del paese dove si trova il Palazzo Municipale o Ducale; lasciate le biciclette si cammina a piedi fino al vasto cortile d’ingresso. L’Imponente castello realizzato dagli Orsini tra il ‘300 e il ‘400 conserva solo una delle 4 torri originali, spesso usate come prigioni dai papi; si può chiedere di accedere alle sale superiori percorrendo la scala reale che conduce alle sale ancora decorate da affreschi  mitologici e paesaggi di Siciolante da Sermoneta e Paul Brill. 

Ritornati alla via Nomentana si prosegue con attenzione al traffico per circa Km.5 attraverso vigneti e oliveti per Mentana, borgo medioevale ben conservato. Antico centro dei Sabini, Nomentum diede nome alla strada omonima  e fu costruita a circa Km. 1,5 dalla Mentana attuale; se ne possono visitare i resti  proseguendo oltre il paese fino a raggiungere la frazione urbana di Casali, dove sono ancora visibili mura in opera quadrata.  Tornati a Mentana, la cittadina si snoda lungo la via Nomentana che però nell’abitato prende il nome di Via III Novembre.  Proseguendo nell’area più recente si volta a sinistra su Via Roma e si entra in un piccolo giardino con cipressi dove sono da visitare il Mausoleo e il Museo garibaldino, ricordo dello scontro avvenuto nel 1867 tra soldati francesi e garibaldini. Tornati sulla Via III Novembre a poca distanza, lasciate le biciclette, si può entrare a destra nel borgo antico, edificato in posizione difensiva su uno sperone di roccia. Le viuzze attraversano l’antica porta della cittadina e si notano torrioni medievali, resti di sarcofagi e ritratti romani murati sulle facciate delle case. Raggiunta la Piazza S. Nicola e la sua chiesa parrocchiale romanica  il palazzo Baronale o Borghese, ora comunale,  si staglia imponente. Si tratta di un castello Orsini parzialmente distrutto e ricostruito in forma di massiccio e alto palazzo, arricchito di balconate e mura bugnate. All’interno è possibile visitare l’Antiquarium con i reperti degli scavi archeologici dell’antica Nomentum, e soprattutto l’importante Museo delle Maschere Teatrali e dei Burattini. Tornati al cortile d’ingresso si attraversa a sinistra un arco e per la via del Castello si costeggia il bastione poderoso che protegge il palazzo e tutto il borgo. Tornati  sulla via III Novembre si ripercorre indietro l’itinerario verso Monterotondo Scalo.

In treno: andata:FM1; da Roma treni per Fara Sabina e Orte (fermata Monterotondo Scalo - Mentana)
ritorno: FM1; da Monterotondo Scalo treni per Roma Fiumicino.
In bicicletta: lunghezza: Km 20 circa
difficoltà: facile

Informazioni:
Museo delle Maschere Teatrali e dei Burattini Tel. 06/9093885


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TIVOLI E L’ANIENE

Da Tivoli a Palombara
Un itinerario breve e comodo attraverso una delle cittadine più note e attraenti del Lazio. Il percorso panoramico si svolge all’interno della città e nei suoi dintorni offrendo notevoli panorami della bassa valle dell’Aniene; è possibile anche proseguire a piedi per una escursione nella Riserva Naturale del Monte Catillo dall’altura del quale si gode della bella vista su Tivoli e sulla piana ai suoi piedi.

Si raggiunge la stazione di Tivoli, con il treno Roma Tiburtina-Tivoli (fermata Guidonia Montecelio). Si lascia quindi la proseguendo a destra verso la Villa Gregoriana (vedi itinerario successivo) e addentrandosi nella città. Si attraversa il Ponte Gregoriano che offre la vista dei suggestivi templi romani edificati a picco sulle cascate dell’Aniene: era una delle tappe fondamentali dei visitatori che scendevano in Italia per il "Grand Tour", immortalata in infinite stampe e paesaggi, come pure le sottostanti paurose cascate dell’Aniene. L’area sacra è costituita da un tempio rettangolare e uno circolare. Il primo dovrebbe essere il Tempio di Tiburno, mitico fondatore della città, e il secondo sarebbe invece il tempio della Sibilla Albunea o Tiburtina, famosa sacerdotessa che veniva interrogata per conoscere il volere degli dei. Proseguendo attraverso la città si raggiunge il Belvedere, parco pubblico con spettacolare vista su Roma. Ripercorrendo la strada indietro si ritorna alla Villa Gregoriana e si svolta a sinistra per Via Quintilio Varo, strada panoramica per Marcellina. Raggiunto un arco in marmo si può vedere sulla destra il sentiero segnalato per la Riserva Naturale del Monte Catillo. La strada panoramica prosegue con vari leggeri dislivelli tra curve a mezza costa, attraversa due volte gli archi della ferrovia Roma-Pescara e offre begli scorci sulle cascatelle dell’Aniene. Si arriva quindi alla stazione di Palombara Sabina, l’antica Palumbaria disposta a spirale in cima ad un colle; fu feudo dei Savelli, dei Borghese e dei Torlonia.  La chiesa di S. Biagio sulla piazza principale conserva un tavola di Antonio da Viterbo, mentre all’ingresso del paese è la chiesetta dell’Annunziata con una Annunciazione  di Antoniazzo Romano.  A sinistra della chiesa è possibile deviare per raggiungere in 30 minuti la chiesa di S. Giovanni in Argentella, attraversando fitti oliveti e una valletta di ciliegi. La chiesetta romanica era parte di un antico convento ora distrutto; ha un campanile a trifore e abside decorata ad archetti, mentre sulla facciata è un portico d’ingresso con rilievi romani e un’edicola con Madonna bizantina. All’interno ci sono resti di affreschi del ‘300 e una rarissima iconostasi di stile cosmantesco. Tornati alla stazione di Palombara si attraversa la ferrovia attraverso un passaggio pedonale e si prosegue sempre dritto per una breve salita ed un successivo vallone. Giunti ad un bivio nei pressi di un ponte ferroviario, si gira a sinistra in leggera salita e ci si affianca alla ferrovia fino a raggiungere la strada asfaltata. Nei pressi di alcuni laboratori si attraversa di nuovo un ponticello ferroviario e si prosegue a sinistra. Arrivati alla strada provinciale per Palombara ci si dirige verso Guidonia, dove si raggiunge la stazione ferroviaria.

In treno: andata:Roma Tiburtina-Tivoli
ritorno: Guidonia/Montecelio-RomaTiburtina
In bicicletta: lunghezza: Km 14 circa
difficoltà: molto facile

Informazioni  www.parchilazio.it
R. Pugliesi, Lazio. Treni & bici. Il Lazio Settentrionale, Padova 2000.


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S. Gregorio da Sassola e Poli
Si tratta di un itinerario panoramico, che non presenta particolari difficoltà, attraverso borghi agricoli e testimonianze artistiche e monumentali sparse per la campagna.

Lasciata la stazione di Tivoli ci si avvia verso la via Tiburtina e si raggiunge la Villa Gregoriana: si tratta di un grande parco pubblico voluto da Gregorio XVI nel 1835, situato nel letto del fiume Aniene, che dopo la terribile piena del 1826 modificò il suo corso. Passeggiando nel parco si potranno ammirare belle vedute con strapiombi sulla valle, il dirupo della cascata, i resti di ville romane, l’antico ponte Valerio e gli acquedotti. Nella la zona bassa si incontra la Cascata Grande, che ha un salto di 100 metri, e si accede alle grotte di Nettuno e delle Sirene, scavate dalla violenza delle acque. Usciti dal parco si riprendono le biciclette e si svolta verso la città attraversando il ponte Gregoriano, fatto edificare da Gregorio XVI nel 1843. Dopo aver attraversato il centro storico si raggiunge il Belvedere con vista sulle cascate, si prosegue sulla Tiburtina in discesa per circa 100 metri e si svolta a sinistra su via di S. Gregorio; qui comincia una salita che conduce a mezza costa sul panorama della valle dell’Aniene e giunge attraverso vari dislivelli a S. Gregorio da Sassola. Il piccolo borgo medioevale è forse l’antica Saxula, situata in posizione strategica su uno sperone roccioso fu teatro di numerosi scontri e rivolte contro il dominio delle nobili famiglie romane e del Papa. Suggestivo è il palazzo Brancaccio, fortilizio dotato di torri e ponte levatoio e riccamente decorato all’interno da affreschi di Federico Zuccai. Bello è il piccolo borgo medioevale, ma è soprattutto interessante il Borgo Pio, voluto da Carlo Pio di Savoia per risanare l’abitato dopo la pestilenza del 1656. E’ articolato in cinque nuclei identici di case disposte a scacchiera lungo una strada dritta che termina in una piazza ovale, ed è uno dei primi esempi di pianificazione razionale di edilizia abitativa realizzati nello stato della Chiesa.  Lasciando San Gregorio si prosegue in leggera salita tra i fitti oliveti del colle degli Astinelli fino a Casape, borgo fortificato con castello del X secolo, trasformato in residenza nobiliare durante il Rinascimento. Dopo il paese si percorre un tracciato piuttosto ondulato che raggiunge l’interessante centro di Poli; da qui inizia un tratto ripido in discesa che rientra nella valle dell’Aniene. Raggiunto il bivio di Corcolle, forse l’antica Querquetula ricordata da Plinio, si segue la strada verso Zagarolo e la Valle Inversa  fino a raggiungere la stazione di Lunghezza.

In treno: andata:Roma Tiburtina-Tivoli
ritorno: Lunghezza-Roma Tiburtina
In bicicletta: lunghezza: Km 48 circa
difficoltà: media



Informazioni:
www.parchilazio.it
R. Pugliesi, Lazio. Treni & bici. Il Lazio Settentrionale, Padova 2000.


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LA VIA SUBLACENSE

Gli altipiani di Arcinazzo 
Itinerario piuttosto lungo che attraversa il cuore dei Monti Simbruini, densi di foreste, ricchi di acqua, fino ai maestosi panorami della Piana di Arcinazzo; i piccoli centri di Arsoli e Cervara di Roma offrono sorprendenti piccoli tesori d’arte antica e contemporanea.

Arsoli è un pittoresco centro che sovrasta l’intera valle omonima, solcata dal fiume Aniene verso est e dominata dall’imponente mole del castello Massimo. Secondo la leggenda fu fondato dagli abitanti della distrutta Carsioli e divenne proprietà del monastero di Subiaco; ricostruito nel 776, passò ai frati benedettini e poi alle famiglie dei Passamonti, degli Zambeccari e dei Massimo.

Saliti dalla stazione fino al paese si percorre la via Umberto I che attraversa la parte bassa del borgo; al termine della via si lasciano le biciclette ai piedi di una scalinata, per raggiungere il massiccio castello Massimo. Si tratta di un singolare convento–castello realizzato dai benedettini intorno al 1000 e modificato alla fine del ‘500: è composto da diversi corpi di fabbrica e torri e vanta affreschi di Federico Zuccari e Marco Benefial, una cappellina con decorazioni cosmatesche e un bel parco all’italiana. Riprendendo le biciclette si torna indietro fino alla piazza Valeria, dove è possibile vedere un’antica colonna miliare della Via Valeria che riporta il miglio 38 e lo stemma comunale della fenice. Sulla piazza si affaccia una delle case storiche con una colonna antica e delle bifore gotiche. Alla sinistra, una scalinata porta alla parrocchiale del Ss. Salvatore, progettata da Giacomo Della Porta in stile tardo-rinascimentale. All’interno vi è un curioso dipinto messicano del 1790 raffigurante la Madonna di Guadalupe e una Trasfigurazione di Domenichino. 

Partendo dalla piazza si imbocca la bella strada panoramica che scende ripida fino al fondo valle, attraversa il fosso Bagnatore e risale a mezza costa le alture che chiudono la piana di Arsoli, offrendo un ampio panorama della vallata dell’Aniene. Si contorna così il monte La Prugna per raggiungere, dopo una notevole salita, Cervara di Roma, che si trova già all’interno del Parco dei Monti Simbruini. 
L’abitato è dominato dalle rovine di una rocca ristrutturata da Pompeo Colonna, mentre nella zona bassa del paese è possibile ammirare un monumento davvero singolare: si tratta della Scalinata degli Artisti realizzata da Vincenzo Bianchi nel 1986, un percorso di figure scolpite nella roccia lungo la scala che collega due piazze del paese. Qui è anche il Museo d’Arte per la Pace, esposizione tematica di artisti contemporanei. Ancora, alle porte del paese si può visitare l’interessante Museo degli Ex-Voto (per informazioni: 0774.82.87.15) con gioielli, ricami e opere di fattura locale, donate dal vicino santuario della Madonna della Portella. Usciti dal paese si scende fino al bivio della strada per Monte Livata e si segue a destra verso Subiaco, che si supera per proseguire in direzione di Arcinazzo, oltre Jenne e i monasteri benedettini, sempre dritto oltre il fiume Aniene. Al bivio di Roiate si volta a sinistra e si segue in salita fino al culmine della valle, dove si aprono gli spettacolari Altipiani di Arcinazzo da dove si gode della magnifica vista sulle valli sottostanti. Si inizia la discesa sul versante opposto della montagna e si volta a destra verso Piglio, attraversando fitti boschi di faggio e querce. Il panorama è ora quello della Valle del Sacco e della Selva di Paliano. Si attraversa Piglio, famoso centro vinicolo della zona, passando per una bella porta in un edificio con finestre e archetti romanici,  e si prosegue ormai in discesa, fino a raggiungere la strada statale 155. Di qui la pista ciclabile realizzata sulla vecchia sede ferroviaria permette di arrivare comodamente alla stazione di Colleferro, per il ritorno.

In treno: andata:da Roma Termini per Pescara (fermata Arsoli)
ritorno: da Cassino per Roma (fermata Colleferro)
In bicicletta: lunghezza: Km 74 circa
difficoltà: medio-alta

 

Informazioni :
R. Pugliesi, Lazio. Treni & bici. Il Lazio Meridionale, Padova 2000


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NEL FEUDO DEI COLONNA

Zagarolo e Valle Inversa
Seguendo i percorsi della strada Pedemontana si scende dai colli Prenestini alla bassa valle dell’Aniene, passando le caratteristiche strette valli boscose, solcate da corsi d’acqua, che si congiungono al fiume Aniene. Dal castello di Passerano è possibile deviare nelle tranquille campagne dell’Agro Romano, mentre belle escursioni artistiche sono offerte da Zagarolo e Poli, feudi strategici usati dalla nobiltà romana per esercitare il controllo delle campagne. 

Partendo dalla stazione di Zagarolo si percorre la trafficata s.s. 155 per Palestrina. Seguendo le indicazioni si volta a destra, si prosegue per il successivo bivio voltando a sinistra per Zagarolo, dove si imbocca il Corso Vittorio Emanuele.
Zagarolo fu probabilmente una colonia latina fondata contro Roma. La cittadina era già nel 970 una fortezza strategica nella difesa dalle incursioni arabe; posseduta e distrutta più volte da famiglie nobili romane, fu infine dominata dai Colonna fino al 1668 e poi dai Rospigliosi. Attraversata la monumentale Porta Rospigliosi, costruita nel ‘700 rimontando elementi romani, si raggiunge il Palazzo Colonna-Rospigliosi. L’antico castello medioevale fu il fulcro dell’intero paese ed è preceduto da un cortile con sarcofagi e sculture romane. I Colonna lo restaurarono e ne commissionarono la decorazione al pittore Federico Zuccai, che celebrò nei suoi affreschi la potente famiglia. I Ludovisi fecero aggiungere da Carlo Maderno la Galleria Nobile e nuovi affreschi. All’interno è sistemato il grande Museo del Giocattolo (per informazioni: 06.95.75.500) che ne illustra l’evoluzione dall’antichità al contemporaneo. Più oltre sono la chiesa di S. Pietro e la Collegiata di S. Lorenzo, che, pur pesantemente danneggiata durante la guerra, conserva begli affreschi di Antoniazzo Romano e quadri di Carlo Maratta.
Riprendendo la strada provinciale per Tivoli, che si snoda nella vallata ricca di verde, si attraversa la via Prenestina, proseguendo poi lungo la via Pedemontana. Si scende lungo un vallone boscoso, fino a raggiungere la tenuta di Passerano. Superato il castello, antica residenza feudale per il controllo della campagna,  si può scegliere di proseguire dritti scavalcando un affluente dell’Aniene e continuare l’escursione in un bel tratto tranquillo di campagna. Voltando invece in salita a sinistra si raggiunge l’incrocio della strada per Poli. Una breve diversione porta al borgo medioevale, situato in posizione strategica su uno sperone roccioso. Noto già dal 1081, fu proprietà dei potenti conti di Segni, degli Sforza-Cesarini e dei Torlonia. Notevoli sono la chiesa del ‘500 a pianta ottagonale ispirata dal Vignola, e il  Palazzo dei Conti. Quest’ultimo è stato realizzato nel sec. XII e rifatto nel ‘500. Vi si accede da un imponente portone rinascimentale con androne decorato a grottesche. Il cortiletto ha un fontanone e un fronte a portico con logge affrescate. All’interno si trova la graziosa cappellina di palazzo, rivestita di stucchi e arricchita da dipinti del Cavalier d’Arpino.
Ritornati all’incrocio per Tivoli, si volta a sinistra per Roma e si seguono le indicazioni per l’autostrada a destra. Facendo attenzione al traffico locale si passa sotto un viadotto, si prosegue ancora sulla destra e si raggiunge il paese di Lunghezza, in pittoresca posizione nell’ansa del Tevere, con il bel castello, massiccia fortezza rettangolare con torri quadrangolari. Lasciato il castello e  proseguendo dritti si raggiunge la stazione ferroviaria.

In treno: andata:Roma – Cassino, fermata Zagarolo
ritorno: Lunghezza-Roma Tiburtina
In bicicletta: lunghezza: Km 24 circa
difficoltà: media

Informazioni:
www.parchilazio.it
R. Pugliesi, Lazio. Treni & bici. Il Lazio Meridionale, Padova 2000.


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VERSO I MONTI LEPINI

Verso Gorga
La valle del fiume Sacco è la principale linea direttrice geografica che si apre nella piana laziale e condiziona l’intera struttura montana, idrologica, urbanistica e viaria dell’area di Roma. Un percorso impegnativo la risale e conduce al vertice dei Monti Lepini, attraversando alcuni dei centri più suggestivi e rappresentativi della tradizione storica e artistica della zona.

L’itinerario inizia dalla stazione ferroviaria di Sgurgola; il vicino ponte attraversa il fiume Sacco di cui si può ammirare la bella cascata nei pressi di una torre di guardia medioevale. Si prosegue quindi per una ripida salita che porta al paese, disteso sul piano e digradante fino alla cima del colle della Rocca, dove sono i resti del castello Colonna. Secondo la tradizione nella piazza dell’Arringo si riunirono il 16 settembre 1303 i congiurati contro papa Bonifacio VIII che lo avrebbero assalito poi in Anagni (schiaffo di Anagni). Appena fuori dal paese, presso il cimitero, è da vedere la chiesa di  S. Maria in Viano, già abbazia cistercense, con interessanti affreschi. Tornati indietro si volta a sinistra sulla strada per Gorga proseguendo a mezza costa in discesa attraverso un bosco fitto e belle aperture sulla valle sottostante del fiume Rio. Al successivo quadrivio si svolta a destra e giunti quasi al fondo della valle si gira ancora a sinistra arrampicandosi verso il paese. Diversi tornanti piuttosto spogli offrono una vista spettacolare delle vallate e conducono al paese di Gorga, villaggio sul monte Volpinara che vanta una straordinaria vista sulla valle del Sacco e un castello medioevale posseduto dai conti di Ceccano e poi dai Doria-Pamphili. 

Usciti dal paese la discesa si fa molto ripida in direzione del verde fondovalle verso il fiume Rio; si seguono le indicazioni per Gavignano, superando rivi e modesti riliev,i fino alla svolta a sinistra che conduce al paese. Tre ampi tornanti, che offrono vista sui Monti Lepini e il paese di Segni,  raggiungono infine il paese. Gavignano è dominato dalla chiesa del Calvario, in cima al suo colle che sovrasta l’intera valle del Sacco. Più in basso è il castello baronale dove nacque Lotario dei Conti di Segni, poi papa Innocenzo III. Lasciato il paese si scende in direzione della stazione ferroviaria di Colleferro,  attraversando una zona di modesti rilievi. Il centro abitato non riveste particolare interesse, essendo stato fondato nel 1912 come polo di sviluppo industriale, ma l’Antiquarium Comunale (per informazioni: 06/9781169) conserva interessanti reperti della valle del Sacco, dall’età paleolitica al medioevo. 


In treno: andata:linea Roma Termini-Cassino (fermata Sgurgola)
ritorno: linea Cassino-Roma Termini (fermata Colleferro) 
In bicicletta: lunghezza: Km 42 circa
difficoltà: impegnativa


Informazioni:
www.parchilazio.it  
R. Pugliesi, Lazio. Treni & bici. Il Lazio Settentrionale, Padova 2000.


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I CASTELLI ROMANI

Da Castel Gandolfo, attorno al lago di Albano, fino all’Appia Antica
L’itinerario inizia da Castel Gandolfo e costeggia, nel primo tratto, il lago di Albano. Il lungolago offre magnifici punti panoramici. Si attraversa il Parco Regionale dei Castelli Romani, ai margini dei boschi dei Colli Albani. Dopo aver percorso il perimetro del lago, ci si dirige verso Frattocchie, qui, tra filari di vigneti, si raggiunge la via Appia Antica, attraversando il Parco Suburbano dell’Appia Antica, fino all’abitato di Ciampino.

All’uscita della stazione di Castel Gandolfo una strada in discesa porta direttamente al lungo lago, che si percorrerà in senso orario. La graziosa cittadina, già nell’antichità residenza estiva di nobili e imperatori, vale una visita: la piazza centrale è ornata da una fontana di Gian Lorenzo Bernini e sulle vestigia del castello medioevale sorge il  monumentale palazzo pontificio.
Superando il tunnel verso Roma si prende il sentiero sterrato sulla destra. Il sentiero si interrompe per un tratto asfaltato per poi riprendere il lungo lago sterrato. La strada costeggia il cratere e poi entra nel bosco, interrotta da piacevoli spiaggette che lambiscono le rive del lago. Dopo uno sbarramento ed un ulteriore tratto asfaltato si attraversano gli impianti canoistici (entrando da un cancello) e si ritorna al bivio di Castel Gandolfo, riprendendo, dopo il tunnel, la strada provinciale verso Roma.
Da qui si gira subito in via delle Castagnole. Si incontra un bivio e si prende la discesa a destra che, dopo l’incrocio tra l’Appia Nuova e la Nettunense, raggiunge l’abitato di Frattocchie. Passando per il convento dei Frati Trappisti, la strada costeggiata dai cipressi segnala l’inizio della via Appia Antica e si immette nell’area del Parco Suburbano dell’Appia Antica. L’antica via muove dritta verso Roma; è interrotta dalla ferrovia per poi riprendere il caratteristico basolato. Ai margini si incontrano sepolture romane. Il paesaggio in cui convivono ruderi antichi, bei campi selvaggi e coltivati è tra i più affascinanti della campagna romana.  A questo punto si può scegliere se proseguire verso Roma, interrompere nei pressi della stazione di Santa Maria della Mole oppure all’altezza di Ciampino, raggiungendo la stazione. 


In treno: andata:dalla stazione di Roma Termini a Castel Gandolfo (linea Roma-Albano)
ritorno: dalla stazione di Ciampino a Roma Termini (linea Albano-Roma)   
In bicicletta: lunghezza: 20 Km circa
difficoltà: facile

Informazioni
www.parchilazio.it 
www.parcoappiaantica.org
Parco Regionale dei Castelli Romani, Rocca di Papa, tel. 06 9495253 Parco della via Appia Antica. Tel. 06/5130682
R. Pugliesi, Lazio. Treni & bici. Il Lazio Meridionale, Padova 2000.


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Da Lanuvio al lago di Nemi
L’itinerario parte dal Lanuvio e attraversa le parti più belle del Parco Regionale dei Castelli Romani, offrendo vedute di misterioso fascino lungo le creste che si affacciano sul lago di Nemi. Si attraversa il paese di Nemi, che grazie alla posizione marginale rispetto alle vie di traffico, mantiene intatta l’atmosfera del borgo antico, fino a raggiungere Marino, passando per la via dei Laghi e l’Abbazia di Palazzolo.

Usciti dalla stazione di Lanuvio ci si immette sulla strada provinciale, che dopo una salita non troppo ripida entra nel borgo di Lanuvio. Girando sulla destra si entra nel borgo. Superato l’abitato moderno, il centro del paese conserva ancora il suo aspetto medioevale. Di interesse La Collegiata dell’Assunta, dove si trovano importanti opere d’arte sacra.
Uscendo dalla parte opposta del borgo, si prosegue oltre la fontana e si attraversano i giardini pubblici, con belvedere che si estende verso il mare. Superati i giardini si incrocia l’Appia Antica, che a sinistra conduce a Genzano, congiungendosi con l’Appia Nuova. Dal piazzale di Genzano, dominato dalla monumentale fontana barocca, si piega a destra verso la ripida salita che giunge al piazzale successivo.
Di qui, a destra, la strada scende rapidamente entrando in mezzo al bosco, intervallata da magnifiche vedute sul lago. Passando accanto al Museo delle Navi si costeggia il lago fino ad incontrare le indicazioni per Nemi. La strada è in salita e, prima di entrare nel borgo si apre verso un giardino pensile con piacevole vista sul lago. Al centro del paese si trova il Castello eretto dai conti di Tuscolo, di cui è riconoscibile il torrione cilindrico. Attorno all’edificio, trasformato poi nel Palazzo Baronale Ruspoli, si raccoglie l’abitato antico.
Uscendo da Nemi si prende la via dei laghi (la domenica spesso trafficata) che si segue fino a Marino, per raggiungere la stazione di ritorno. Nel tragitto si raccomanda una sosta all’Abbazia di Palazzolo, dove una splendida terrazza si affaccia sul panoramico lago di Albano.

In treno: andata:dalla stazione di Roma Termini a Lanuvio (linea Roma-Velletri)
ritorno: dalla stazione di Marino a Roma Termini (linea Albano-Roma)
In bicicletta: lunghezza: 35 Km circa
difficoltà: media, alcune ripide salite

Informazioni:
www.parchilazio.it,
Sede del parco regionale dei Castelli Romani: tel. 06 9495253
R. Pugliesi, Lazio. Treni & bici. Il Lazio Meridionale, Padova 2000.


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LA COSTA MERIDIONALE

Il sentiero-natura della Valle di Perna
L’itinerario proposto si svolge all’interno della Riserva naturale di Decima-Malafede, una delle più grandi e varie di Roma. Comodo ed istruttivo, il percorso è praticabile tanto a piedi che in bicicletta e conduce alla tenuta agricola di Casal della Perna. Volendo si possono scegliere moltissime varianti come i percorsi verso la Sughereta di Vallerano, il castello di Decima, il casale della Zolfatara, toccando boschi con piante secolari e tracce di insediamenti preistorici e romani.

Lasciata la stazione della metropolitana di Eur Palasport si procede lungo la Via Cristoforo Colombo prestando attenzione al traffico piuttosto sostenuto; superato il suggestivo Laghetto si aprono bei giardini con essenze mediterranee e bellissimi ciliegi giapponesi. Poco oltre si può sostare ad ammirare la bella mole del Palazzo dello Sport, ora Palalottomatica, realizzato da Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960 e completata recentemente da un interessante scultura conica di Arnaldo Pomodoro. Giunti ad un grosso incrocio con semaforo si prosegue sulla corsia principale prestando attenzione alle indicazioni per la via Pontina e si continua dritti, superando il sovrappasso del Grande Raccordo Anulare,  fino all’ingresso di Spinaceto, senza entrarvi. Si gira invece a sinistra per una rotatoria e si seguita a destra su una strada laterale parallela alla Pontina, seguendo i cartelli indicanti la Riserva Naturale. Al secondo bivio si svolta a sinistra e  si costeggia una strada bianca fiancheggiata da eucalipti: questa era infatti un’area paludosa e malarica e i monaci della vicina Abbazia delle 3 Fontane piantarono sistematicamente eucalipti che si riteneva purificassero l’aria dai miasmi del contagio. Proseguendo poi in una valletta ci si avvicina al maneggio; al termine di una salita è il casale della Torre di Perna, antica torre d’avvistamento trasformata nel ‘500 in tenuta di caccia e ora in azienda agricola: qui dei pannelli indicano i vari sentieri tracciati. Ci si avvia a destra per il sentiero che conduce al limitare della valle di Perna e scende poi a mezza costa; un bivio conduce a sinistra fino al fondo della valletta segnata da un fosso che si addentra nel bosco di cerri e lecci. Tornati indietro al bivio si volta a sinistra e si raggiunge il crinale dei Monti della Caccia con alcune querce sughere secolari; più oltre si raggiunge una cava di tufo e il sentiero si chiude ad anello riportando all’ingresso.


In treno: andata:Metropolitana linea B, fermata Eur Palasport
ritorno: Metropolitana linea B, fermata Eur Palasport
In bicicletta: lunghezza: Km 16 circa
difficoltà: facile

Informazioni:
Riserva Naturale Decima-Malafede Tel. 06/84497483


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