Primavera a mare

Primavera a mare

20 Feb 2012

E’ nelle giornate come queste che mi sento molto fortunata a vivere in una città di mare: Civitavecchia.

La prima ricomparsa del sole è bastata per cancellare totalmente il freddo e i disagi causati dall’insolita neve che ha coperto la nostra costa. Un sole che oltre ad alzare la temperatura scalda il cuore, facendoci già immaginare la prossima primavera.  Ogni anno è così. Sembra incredibile come il 21 febbraio sulla riva degli antichi Etruschi si festeggi la “Primavera a mare”. Con un mese di anticipo secondo il normale calendario stagionale,  le giornate si colorano di una luce speciale e il profumo del mare diventa prepotente e languido. E’ solo in questo periodo dell’anno che la nota iodata diventa l’unica protagonista del ventaglio odoroso. Una sensazione difficile da spiegare con le parole  ma bellissima da vivere. Giorni carichi di promesse che ci proiettano visceralmente verso il senso di eterna libertà profuso dall’infinito del mare. Sembra quasi di percepire il senso della vita mentre ci si crogiola sulla riva lasciandosi andare al respiro delle onde.

Nel mese che va dalla fine di febbraio alla fine di marzo  è d’uso salutare l’imminente primavera con la “Ricciata  a mare”. Un’antica tradizione nata forse come integrazione alla normale dieta alimentare e diventata nel tempo un appuntamento irrinunciabile  per rinsaldare i legami affettivi. Intere famiglie e gruppi di amici si dispongono in cerchio intorno ad un mucchio di ricci, comodamente seduti sugli scogli o quando serve al riparo dalla tramontana.

Per una buona riuscita della ricciata è necessario osservare delle regole ferree, come in un antico rito sacro. La saggezza dei ricciaroli esperti è indispensabile per pescare i frutti più saporiti. Si escludono le “streghe” dalle punte biancastre, e si cercano soltanto i ricci pieni e satolli adagiati sul fondo roccioso, evitando di prendere quelli dritti sulle spine.

Per gustare appieno la merenda è bene rispettare la regola del digiuno. Sempre secondo la tradizione è consentito solo un semplice brodino per aggiustare lo stomaco. La polpa si preleva con dei pezzetti di pane dal gusto delicato capace di esaltare il sapore originale del riccio. Ogni boccone è poi accompagnato da un sorso di vino preferibilmente bianco.

Per fortuna la tradizione della ricciata resiste nel tempo. Anche in assenza dei gustosi protagonisti, incontrarsi al mare con gli amici rimane una delle meraviglie della vita.