Estesa per 249 ettari e attraversata dal fosso della Magliana, la Riserva, circondata dal caos cittadino, conserva ancora un certo fascino. Antico possedimento dei monaci di San Pancrazio, prese il nome dalla freschezza delle acque del fosso della Magliana, in cui si fermò il re dei Goti Totila, nel 547 d.C., durante la conquista di Roma. Il terreno, ancora sfruttato a scopo agricolo, ospita alcune sorgenti e sughere, olmi, equiseti, rose canine, ginestre ed orchidee. Ai numerosi mammiferi si aggiunge la fauna ripariale, costituita da uccelli acquatici quali gallinelle d’acqua, folaghe, usignoli di fiume e il simpatico pendolino.