La vetta del Soratte, che si staglia solitaria tra i 410 ettari della Riserva Naturale del monte omonimo, è luogo affascinante e misterioso. Fin dall’epoca preromana fu un posto designato ad accogliere culti religiosi e questa vocazione sacra continuò anche nel Medioevo, tanto che il monte divenne sede di un tempio cristiano e di numerosi eremi medievali, dove, secondo la tradizione, fu battezzato l’imperatore Costantino, miracolosamente guarito dalla lebbra.
Una passeggiata storico-monumentale permette di visitare il monte, che il poeta Orazio definiva candido, perché sempre ammantato di neve, tra gli eremi di Sant’Andrea, Santa Lucia, San Sebastiano e Santa Romana.
Le leggende che circondano il monte sono state alimentate anche dalla presenza dei meri, gigantesche voragini carsiche che si aprono a cielo aperto nella roccia, identificate a lungo come le porte per il regno degli Inferi. Di particolare bellezza sono poi le grotte, tra cui quella di Santa Lucia, la più profonda del Lazio, ricca di stalattiti e stalagmiti.