Licenza e ai resti della villa che Mecenate donò al poeta latino Orazio e che quest’ultimo citò spesso nelle sue Odi. La villa era degna di un romano facoltoso e colto, con numerose stanze ed ambienti, un grande quadriportico ed un balneum. La villa dovette essere essenzialmente un luogo di riposo, dove praticare il famoso otium, dedicato alle attività dell’intelletto, alle cure domestiche e della proprietà.