La via Appia

La Regina viarium e le storiche cittadine riflesse nei loro laghi

Nel 312 a.C. il censore Appio Claudio decise di costruire una strada militare per collegare Roma a Capua, Benevento, Venosa e Brindisi, colonia romana dal 244 a.C. La sua importanza, legata al collegamento con l’Italia meridionale, la fece definire dai romani la regina longarum viarum. La via usciva da porta San Sebastiano e proseguiva verso i Colli Albani, circondata dapprima da mausolei e sepolcri d’epoca classica e successivamente da ville residenziali, dimore rustiche, catacombe cristiane.
Il tracciato dell’Appia antica, nonostante la speculazione edilizia, il saccheggio del territorio perpetrato per troppi anni ed un traffico odierno incessante, è oggi tutelato da un parco naturale, che consente di godere di tutto il suo fascino antico.
Il territorio dei Castelli Romani coincide con l’area un tempo abitata dai Latini: l’ubicazione della mitica Alba Longa pare vada collocata tra Albano Laziale e Castel Gandolfo. Durante l’impero romano divenne invece luogo di villeggiatura per i romani più benestanti; il dolce clima, l’abbondanza di acqua e la facilità nel raggiungerli li resero una delle mete preferite, anche successivamente, quando i nobili romani vi costruirono dimore e castelli, trasformate in seguito in ville e palazzi visitabili ancora oggi.
Castel Gandolfo, oggi nota come residenza estiva del Papa, dovette ospitare la villa dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.) di cui si conserva il grandioso ninfeo noto come Bagni di Diana, all’interno dei giardini dei Palazzi Papali. E’ proprio nel complesso pontificio che il celebre architetto Gian Lorenzo Bernini ha lasciato un’inconfondibile impronta, completando il Palazzo dei Papi, progettato da Carlo Maderno nel 1623. Inoltre vi realizzò la piazza delle Libertà e la chiesa di San Tommaso da Villanova.
Sul lato opposto del lago, Marino fu possedimento dei Colonna (che vi eressero il proprio palazzo e la basilica di S. Barnaba). La cittadina è oggi conosciuta per il suo legame con il vino, celebrato da una rinomata sagra e dal celebre stornello “na gita a li Castelli
Poco lontano, nella moderna area urbana di Albano Laziale sono visibili alcune interessanti testimonianze archeologiche, fra le quali quelle relative agli accampamenti militari fatti costruire in età imperiale da Settimio Severo, i Castra Albana. Degni di nota anche il Mausoleo degli Orazi e Curiazi ed il Cisternone, serbatoio idrico del II secolo d.C., ancora funzionante.
Il nome del Bernini è strettamente connesso con la piazza di accesso di Ariccia, che era in origine raggiungibile solo attraverso le strette vie che si insinuano a sud, entro l’abitato medievale. Era infatti in origine la “corte” o cortile interno di Palazzo Chigi, quasi una fortezza sospesa nel verde. Il grandioso edificio affacciato sull’ampio spiazzo è fronteggiato dalla Chiesa di Santa Maria dell’Assunta, che con la sua pianta centrale e la cupola leggermente schiacciata evoca la struttura del Pantheon.
Da Ariccia la via Appia porta a Genzano che ogni anno, nel mese di giugno, in occasione della celebrazione del Corpus Domini, ospita la famosissima festa dell’Infiorata. Sulla strada viene disteso un immenso tappeto, realizzato usando come colori i petali di migliaia di fiori ed essenze vegetali, che “dipingono” vari soggetti, prevalentemente sacri.
Il vicino lago di Nemi esercita un vero richiamo archeologico. Alla fine degli anni ’20, furono ritrovati nelle sue acque, resti pressoché intatti di alcune navi di epoca romana, costruite dall’imperatore Caligola con probabile funzione cerimoniale. Purtroppo gli eventi successivi, un incendio e soprattutto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, distrussero quasi completamente quello che le acque del lago sacro a Diana avevano conservato per duemila anni. Oggi il Museo delle Navi dell’omonima cittadina espone i resti di quei ritrovamenti archeologici oltre a interessanti modellini ricostruttivi.
Cittadina di origine preromana, posta in posizione panoramica verso il mare, alle pendici dei Colli Albani, Lanuvio fu sede in età romana di un celebre santuario dedicato a Giunone Lanuvina, i cui resti sono tuttora visibili sul colle di San Lorenzo. Distrutto dall’abitato romano nel 380 d.C., la città fu rifondata dai monaci benedettini con il nome di Civitas Lanovina. La cittadina custodisce ancora un tratto delle antiche mura di cinta, di scura pietra lavica, dominate dalla rocca trecentesca. Testimonianze del Medioevo si colgono anche nel santuario della Madonna delle Grazie. Completamente ricostruita nel Seicento, appare invece la Collegiata Maggiore, edificata nel 1240, le cui sculture seicentesche sono custodite nella sezione medievale del Museo Civico.
Proseguendo sul tracciato dell’Appia si giunge a Velletri, il centro più importante dei Colli Albani, che deve la sua notorietà soprattutto all’eccellente produzione vinicola. La città, pur avendo origini romane, deve la sua attuale struttura al periodo comunale, cui risale la caratteristica Torre del Trivio. L’imponente Palazzo del Comune è opera di Giacomo della Porta ed è stato ricostruito in seguito ai bombardamenti dell’ultima guerra secondo l’originario disegno del Vignola.

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