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Itinerari a piedi

I Monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto

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Tempo

5.15 ore

Itinerario segnato

SI

Difficoltà

E

Fa parte dell'itinerario storico di: La Via Tiburtina

Da Subiaco un anello tra fede, arte e natura nella Valle dell’Aniene
Le origini di Subiaco si legano a due figure lontane nel tempo ma accomunate da un’aura di universalità: l’imperatore Nerone e San Benedetto. Fu Nerone, nel I secolo d.C., a scegliere questa valle per una delle sue magnifiche ville, costruita attorno a tre laghi artificiali ottenuti sbarrando le acque dell’Aniene. Da quei bacini prese nome “Sublaqueum”, cioè “presso il lago”. Cinque secoli più tardi, in un’epoca di decadenza, fu San Benedetto a riportare vita e spiritualità in questi luoghi, fondandovi i monasteri che avrebbero segnato l’inizio del monachesimo occidentale.

Il suggestivo anello parte proprio nei pressi dei ruderi della Villa di Nerone costruita tra il 58-64 d.C. Dopo aver raggiunto l’Abbazia di Santa Scolastica, si prosegue a camminare tra oliveti, boschi vetusti formati da lecci e querce e ginestre. Lungo il percorso, da alcune radure erbose e scoscese si può osservare un bel panorama su Subiaco, Monte Livata, sui monti Affilani, Prenestini, Ruffi e, in lontananza, sui Colli Albani. Arrivati in cima al cocuzzolo del Colle Lungo, si inizia a scendere gradualmente a mezzacosta su un bel sentiero segnalato che attraversa una giovane faggeta per poi tornare al Monastero di Santa Scolastica. Da qui, con una mezz’ora di cammino si sale al Monastero di San Benedetto (o Sacro Speco), che merita anche questo una visita.

Scheda tecnica
Quota minima e quota massima: da 495 a 938 m
Dislivello: 650 m
Sviluppo: 10,5 km
Tempo: 5.15 ore (escluse le visite ai monasteri)
Difficoltà: E (escursionismo)
Segnaletica: bianco-rossa 674B, 674C
Periodo consigliato: tutto l’anno, eccetto con neve o ghiaccio e in piena estate
Cartografia di riferimento: Parco dei Monti Simbruini, Iter Edizioni
Indicazioni per famiglie:  adatto ai bambini dai 9 anni in su

Accesso in auto
Da Subiaco (Roma) tramite Via dei Monasteri (o SP 45A) ci si dirige presso i ruderi della Villa di Nerone, dove si parcheggia nel piazzale sulla destra (495 m).

Itinerario
L’itinerario è stato ripristinato dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini ed è ottimamente indicato dai segnavia bianco-rossi tranne sui tornanti delle Cese Cotte. Si sconsiglia di effettuarlo in piena estate sia per il caldo, sia per alcuni tratti che, in questa stagione, presentano rovi impenetrabili. L’escursione non è impegnativa ma è lunga.
Per avere più tempo a disposizione da dedicare alla visita di entrambi i monasteri (sarebbe un vero peccato non entrare al loro interno!), si può partire a piedi direttamente dal parcheggio dell’Abbazia di Santa Scolastica. Al ritorno, si può raggiungere il Sacro Speco in auto accorciando ulteriormente le tempistiche.
A piedi si volta a sinistra sulla strada percorsa in auto e, fatti 50 metri, la si attraversa per salire sulla scalinata lastricata in pietra (indicazioni per Monasteri, Via Benedicti, Via di San Benedetto) contrassegnata da bandierine bianco-rosse. Si costeggiano due grandi cappelle chiuse e vuote e si continua a salire a svolte fino a riattraversare l’asfalto della SP 45A. Si sale ancora su delle scalette di pietra, con alcuni tratti cementati, fino a costeggiare le strutture della Foresteria e a sbucare presso il cancello dell’ingresso principale del Monastero di Santa Scolastica (530 m, 0.20 ore) dove, sulla destra, si nota il portone con sopra inciso il motto benedettino Ora et Labora.
Visitata l’abbazia, si esce dal cancello e, presso le strutture della Foresteria, si trovano un tabellone del Parco e un palo con frecce. Seguendo i segnavia 674B e 674C, che in questo tratto coincidono, si sale verso una scalinata che porta ad oltrepassare la SR 45A tramite un ponticello in pietra. Dopo aver aperto una recinzione rudimentale (richiudere), si piega a destra entrando in un uliveto.
In breve, il sentiero (bandierine bianco-rosse) sbuca su una sterrata poderale e, fatti pochi passi, al primo tornante, si incontra un bivio con tabella in legno (550 m, 0.15 ore): qui inizia l’anello. Si prende a sinistra la sterrata 674C che diventa subito sentiero sempre ben segnato da bandierine bianco-rosse. Attraversato il Fosso di Colle Lungo (secco), si intercetta un’altra sterrata (590 m, 0.15 ore) che si imbocca verso destra (segnavia 674B). Poco oltre, ad un trivio (610 m), si prosegue a destra seguendo le indicazioni per una falesia e una bandierina bianco-rossa. Percorsi 100 metri, la sterrata termina presso un cancello di una proprietà privata (615 m): qui si imbocca a sinistra un sentiero contrassegnato da bandierine bianco-rosse (attenzione alla rete elettrificata che delimita la proprietà).
Salendo tra bosco e radure, si giunge ad un bivio (690 m, 0.25 ore) in cui i segnavia 674C e 674B prendono ora direzioni opposte: trascurando il primo sulla sinistra, si segue il 674B a destra. Iniziano delle ripide e scoscese svolte a tornanti prive di segnavia sul pendio sassoso delle Cese Cotte. Si guadagna quota velocemente rimanendo sempre in vista di Subiaco e del Monastero di Santa Scolastica a cui fanno da sfondo il Monte Marcolano e i Monti Affilani.
Al termine dei tornanti, la mulattiera inizia un lungo traverso (890 m, 1 ora) verso sud est, quasi in piano, tra radura e bosco; a nord richiamano l’attenzione verticali pareti e scenici pinnacoli di rocce che chiudono l’orizzonte in direzione di Monte Livata e Monte Rotoli. Superato un piccolo casolare chiuso a chiave (930 m), si attraversa una fastidiosa selva di piante spinose (attenzione!). Si entra nel bosco verso sud aggirando la testata del Fosso di Colle Lungo.
Rapidamente si giunge ad un bivio (925 m, 0.35 ore) segnalato da un palo con tabelle. Voltando a destra (ovest) lungo il segnavia 674B, si passa una sella erbosa (912 m) dove si lascia momentaneamente il sentiero segnato per salire a sinistra sul crinale scoperto raggiungendo presto la cima del Colle Lungo (938 m), che offre una buona visuale sul Monte Castellone, il Monte Francolano e le pareti boscose di Monte Livata.
Ritornati sulla sella (912 m, 0.15 ore a/r), si inizia a scendere a sinistra nel bosco in direzione ovest lungo un ottimo sentiero a mezzacosta, sempre ben segnato, che si sviluppa a sinistra del Fosso di Colle Lungo. A nord, al di là del fosso, appaiono le ripide pareti di colore rosa del Balzo dell’Antellinara. Usciti dal bosco, si scende velocemente su una radura coperta da rado bosco fino alla biforcazione (690 m, 0.25 ore) dove si trova l’indicazione per il Rifugio Colle Lungo, che si ignora.
Si continua a scendere dritto lungo un sentiero che diventa sempre più largo e comodo, si attraversa una faggeta. Poco oltre la via diviene una sterrata che scende a tornanti tra uliveti offrendo belle aperture panoramiche sul Monastero di Santa Scolastica. Giunti alla biforcazione di quota 550 metri (0.20 ore), si chiude l’anello: si volta a sinistra e, in breve, si torna presso l’ingresso del Monastero di Santa Scolastica (530 m, 0.10 ore).
Qui si trovano le indicazioni per la Via Benedicti che ora bisogna seguire lungo la SR 45A (attenzione alle auto, la strada è stretta!). Costeggiato il complesso religioso, si raggiunge un parcheggio. Abbandonando l’asfalto, si salgono sulla destra delle scale di pietra passando accanto ad alcune grandi cappelle, tutte chiuse. Si riattraversa la provinciale e si salgono altre scalette con ottima visuale sul Monastero di Santa Scolastica e Subiaco dominato dalla Rocca dei Borgia. Più in alto si incrocia nuovamente la strada ma la si trascura per imboccare sulla sinistra una mulattiera, sempre ottimamente segnata. Si esce su un piazzale dominato in alto da un grande monumento a ricordo del Giubileo del 2000 con al centro la statua di San Benedetto. Di fronte, in basso, una croce svetta in un bellissimo affaccio panoramico su Subiaco e tutta la Valle dell’Aniene.
Procedendo verso destra (indicazione per il Sacro Speco), si attraversa un portone del complesso religioso e si giunge all’ingresso del Monastero di San Benedetto (626 m, 0.35 ore). Affacciandosi dalla ringhiera che protegge il portico dell’entrata, si nota tutta l’ardita costruzione.
Al ritorno si percorre lo stesso itinerario (oppure si può scendere per la strada provinciale prestando attenzione ai bus e alle auto) fino all’ingresso del Monastero di Santa Scolastica, per poi scendere sul percorso effettuato all’andata fino al parcheggio presso la Villa di Nerone (495 m, 0.40 ore).

Testo tratto dalla guida Sentieri della fede nel Lazio di Giuseppe Albrizio ©Iter Edizioni, 2025

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