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Itinerari a piedi
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Tempo
6.30
Itinerario segnato
Sì
Difficoltà
EE
da Campo dell’Osso per il Monte Autore

Numerosi sentieri portano al Santuario della SS. Trinità di Vallepietra. Qui si descrive quello che parte dalla località turistica di Campo dell’Osso, immersa nel territorio del Parco Regionale dei Monti Simbruini, l’area protetta più estesa del Lazio. Dopo aver attraversato le belle faggete tipiche dei Simbruini, prima un tratto sulla dorsale della Cesa Zoppa poi il passo delle Vedute regalano stupendi panorami innanzitutto sulla nostra meta, ossia il suggestivo Santuario della SS. Trinità di Vallepietra incastonato sotto agli enormi salti rocciosi calcarei del Colle della Tagliata. Volgendo lo sguardo verso sud spiccano le vette dei Monti i Cantari, in particolare Monte Tarino, Monte Cotento e Monte Viglio.
Raggiunta la cima del Monte Autore, il panorama si allarga incredibilmente a 360 gradi ed è stupendo su gran parte dell’Appennino centrale: le cime del Terminillo, il Gran Sasso, il massiccio del Monte Velino e la Piana del Fucino ai suoi piedi e, più vicine, le depressioni carsiche di Campo della Pietra e Camposecco.Man mano si scende nel bosco fino a raggiungere il piccolo ma importantissimo Santuario, meta da numerosi secoli di devoti pellegrini singoli o in gruppi che formano le Compagnie con i loro stendardi. Accompagnate da suonatori di fisarmoniche, organetti e altri strumenti musicali, si avvicinano a piedi in processione cantando brani tradizionali sacri fino alla chiesetta che ospita l’antichissimo affresco della Trinità. I pellegrini partono da numerosi paesi del Lazio e Abruzzo e anche da altre località d’Italia, impiegando, alcune volte, giorni per arrivare a piedi presso il Santuario.
Purtroppo le rocce strapiombanti del Colle della Tagliata non sono compatte e, nel tempo, si sono verificati dei distacchi di sassi che precipitano sul grande piazzale attiguo al Santuario. Ciò rappresenta un serio pericolo se ci si aggira sulla cengia che ospita anche il moderno complesso religioso. Proprio per tutelare le folle di pellegrini che visitano il Santuario, è stato installato un camminamento protetto obbligato.
L’escursione presenta un dislivello impegnativo dunque è adatta a escursionisti ben allenati. Essendo ben segnalata, non presenta alcun problema per l’orientamento.
Scheda tecnica
Quota minima e quota massima: da 1540 a 1855 m
Dislivello: 1100 m
Sviluppo: 16 km
Tempo: 3.45 ore all’andata, 2.45 ore al ritorno
Difficoltà: EE (escursionismo esperto)
Segnaletica: bianco-rossa 673C, 651, SC, 683A
Periodo consigliato: tutto l’anno, eccetto con neve o ghiaccio
Cartografia di riferimento: Parco dei Monti Simbruini, Iter Edizioni
Indicazioni per famiglie: adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su ben allenati
Accesso in auto
Raggiunta la località Campo dell’Osso (che dista mezz’ora di auto da Subiaco, Roma), si parcheggia agevolmente nell’ampio piazzale (1540 m).
Itinerario
Dal parcheggio si segue la strada asfaltata in direzione di Campo Minio (nord est). Percorsi 200 metri, superata l’ultima villetta, a destra si nota su un sasso un segno di vernice rosso e su un albero una bandierina biancorossa, quindi si abbandona la strada asfaltata e si entra nel bosco. I segni qui sono molto evidenti, si prosegue paralleli alla strada tenendola sulla sinistra fino ad un bivio (1585 m, 0.20 ore) contrassegnato da un palo con numerose indicazioni.
Qui inizia l’anello: si lascia a sinistra il segnavia 673C (che seguiremo al ritorno) per continuare a destra lungo il segnavia 651 in direzione di Monte Autore. Si avanza verso sud est nella bellissima faggeta d’alto fusto fino ad uscire su una radura erbosa (1720 m, 0.40 ore) sotto la cima di Monna dell’Orso.
Con una piccola deviazione in direzione nord (non ci sono indicazioni né un sentiero evidente), si può raggiungere la cima di Monna dell’Orso (1745 m) e scendere dalla parte opposta per dieci metri fino all’arrivo della seggiovia, punto da cui si apre una bella visuale sul Monte Autore.
Ritornati alla radura di quota 1720 metri (0.15 ore a/r), si riprende in direzione est il sentiero segnavia 651 sempre ben segnato. Si procede a mezzacosta sulla dorsale della Cesa Zoppa tra bosco a nord e radura scoscesa a sud che offre una bella apertura panoramica sul Colle della Tagliata con il Santuario della SS. Trinità e sui monti Tarino, Cotento e Viglio. Con un leggero saliscendi verso nord, si giunge al valico chiamato le Vedute (1750 m, 0.45 ore), dove arriva la strada (ora sterrata) che avevamo lasciato all’inizio dell’escursione. Qui si trovano una grande croce, alcune lapidi, un tavolo da picnic e un palo con numerose indicazioni escursionistiche in quanto crocevia di molti sentieri.
Si rientra nel bosco salendo a sinistra in direzione nord su un esile tracciato (Sentiero Coleman, segnavia SC), facendo attenzione a non scivolare qualora le radici che ricoprono il fondo siano bagnate. Usciti dal bosco e sbucati sulla facilissima cresta, si imbocca ancora a sinistra una traccia pietrosa che conduce sulla cima del Monte Autore (1855 m, 0.15 ore), caratterizzata da una moderna ed esagerata croce di ferro con il Cristo in lamiera che riflette al sole e dalla vecchia piccola croce di legno. Se la giornata è limpida il panorama è meraviglioso su gran parte dell’Appennino centrale con il Terminillo, il Gran Sasso, il Velino, la Piana del Fucino, il Tarino e le depressioni carsiche di Campo della Pietra e Camposecco, ed arriva fino al Mare Tirreno!
Dopo una sosta, si prosegue per un breve tratto lungo la cresta in direzione nord per poi voltare a destra e scendere lungo l’erboso pendio seguendo gli ometti di pietra e le bandierine bianco-rosse sulla traccia molto evidente. Attraversata una macchia di bosco, si esce su una dorsale erbosa e pietrosa e, rapidamente, si raggiunge la visibile grande croce di legno ai margini del bosco proprio vicino ad un bivio (1730 m, 0.15 ore).
Si entra a sinistra nel bosco e si scende ripidamente in direzione nord fino alla Fonte degli Scifi (o Fonte della Fossagliola, 1687 m, con dell’ottima acqua potabile), in prossimità di due croci poste da confraternite. In breve si raggiunge la radura dove si trovano il ben segnalato Passo Procoio (1589 m, 0.30 ore) e, poco distante, una croce di legno. Si scende lungo il percorso del Sentiero Coleman, del Sentiero Italia e del segnavia 683A che in questo tratto coincidono, si aggira da sud il Colle della Tagliata e, tra bosco e roccette, si arriva presso una croce in corrispondenza di un belvedere sui balzi rocciosi che ospitano il Santuario.
Raggiunta la massima depressione (1300 m), si risale seguendo una cengia molto larga protetta da staccionate in cattivo stato. Si procede sotto agli enormi salti rocciosi del Colle della Tagliata su un tracciato a strette serpentine. Costeggiate le costruzioni in lamiera che ospitano i negozi di souvenir si arriva, infine, al Santuario della Santissima Trinità (1340 m, 0.45 ore). All’interno è custodito l’affresco raffigurante la veneratissima immagine della Trinità risalente al XII secolo, come gli altri affreschi che decorano la chiesetta. Il piazzale è dominato da un altare protetto da un’aerea pensilina moderna in cemento. Tutta la zona è caratterizzata da decine e decine di croci poste negli anni dalle tantissime confraternite.
Al ritorno si risale lungo lo stesso itinerario fino al bivio (1730 m, 1.30 ore) con la grande croce di legno. Qui si lascia a destra il sentiero 683A percorso all’andata per piegare a sinistra sul sentiero (segnavia SI) che percorre a mezzacosta il fianco sudorientale del Monte Autore su una traccia panoramicissima disseminata di croci, affacciata su tutta la Valle del Simbrivio e sul caratteristico borgo di Vallepietra.
Tornati presso le Vedute (1750 m, 0.25 ore), si imbocca la larga sterrata che sale da Campo dell’Osso per 250 metri fino a trovare sulla sinistra il palo che indica il sentiero segnavia 673C, che si segue addentrandosi nel bosco senza nessuna difficoltà perché ben segnato sugli alberi con bandierine di vernice bianco-rossa. Il sentiero scende lungo la valle delimitata a nord dalle elevazioni di Campo Minio e a sud da quelle di Monna dell’Orso e Cesa Zoppa. Superata la piccola stazione della seggiovia (1590 m), si costeggia a destra un volubro utilizzato per abbeverare il bestiame, e si torna presso il bivio (1585 m, 0.35 ore) dove si ritrova il sentiero percorso all’andata che, in breve, riporta al parcheggio di Campo dell’Osso (1540 m, 0.15 ore).
Testo tratto dalla guida “Sentieri della fede nel Lazio” di Giuseppe Albrizio ©Iter Edizioni, 2025
Tempo
5.30
Itinerario segnato
Sì
Difficoltà
E
Tempo
5.15 ore
Itinerario segnato
SI
Difficoltà
E