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Itinerari a piedi

Monte Pellecchia (1369 m), Pizzo Pellecchia (1327 m)

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Tempo

5.30

Itinerario segnato

Difficoltà

E

Fa parte dell'itinerario storico di: La Via Tiburtina

da Monteflavio per il Fosso di Cerreto, Pozzi della Neve, Rifugio Casa del Pastore
Stupenda escursione che porta a conoscere la montagna più alta dei Monti Lucretili. Dalla vetta del Monte Pellecchia si apre un magnifico panorama sul gruppo del Terminillo e del Velino ma anche sui Monti Sabini e Carseolani, sul Gennaro e sul Soratte, fino al Gran Sasso. Sulla cima si trovano una croce, una lapide e un’elica di un aereo che ricordano una sciagura aviatoria avvenuta nel 1960. Una volta tornati a Monteflavio, proponiamo una piccola variante per i più allenati che conduce alla sommità di Monte Calvario.
Da lassù il panorama su Monteflavio è eccellente.

Scheda tecnica
Quota minima e quota massima: da 760 a 1369 m
Dislivello: 750 m
Tempo: 5.30 ore
Difficoltà: E (escursionismo)
Segnaletica: bianco-rossa 313, 313a, 305c, 312b, 312
Periodo consigliato: da maggio a novembre
Cartografia di riferimento: Monti Lucretili, Parco Regionale dei Monti Lucretili
Indicazioni per famiglie: adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su

Accesso in auto
Giunti all’ingresso di Monteflavio si va a destra e si parcheggia davanti al campo sportivo (760 m).

Itinerario
A piedi si segue la strada in direzione sud (segnavia 313) che, dopo aver superato gli impianti sportivi, diventa sterrata. Subito si incontra, sulla destra, una mulattiera che sale al paese abbandonato di Montefalco: la si trascura per proseguire lungo la carreggiata (segnavia 313a). Alla biforcazione successiva si continua sulla sinistra. La sterrata aggira il versante sud di Monte Mozzone e raggiunge il fondo del Fosso di Cerreto. Dopo aver attraversato su un ponte si trova un incrocio (810 m, 0.30 ore) dove si prende in salita a sinistra (est). Da questo punto la strada risulta molto accidentata e pietrosa; si segue per un tratto il lato destro (senso di marcia) del Fosso di Cerreto per poi compiere alcuni larghi tornanti. Giunti a una biforcazione (990 m) si trascura la strada di destra e si prosegue fino a un valico dove la carrozzabile termina (1093 m).
Qui si imbocca il sentiero 305c in direzione est-sud est e si attraversa un pianoro invaso dalla vegetazione. Si incontrano mucchi di pietra accatastati nei secoli scorsi dai contadini nella dura lotta condotta per rendere coltivabile questo difficile terreno. La via, qualche volta percorsa da jeep, si fa meno evidente; giù in fondo si vede la Sella Valle Lopa che bisogna raggiungere. Si segue una traccia di sentiero (percorsa da moto da trial), si tocca la testa della Valle Lupa (Lopa sulle carte) e si sbuca sul valico proprio all’inizio della cresta boscosa sud ovest del Pizzo di Pellecchia. Sul passo c’è una sterrata (1100 m, 1.10 ore).
Attenzione a non farsi ingannare dalle evidenti tracce a sinistra della staccionata che segue la dorsale: il sentiero segnavia 312b all’inizio è una mulattiera poco visibile che si trova a destra della recinzione. Si sale faticosamente a serpentina tra bosco e radure, e, dopo essere usciti dalla macchia, si supera un costone erboso e pietroso e si raggiunge il Pizzo di Pellecchia (1327 m, 0.40 ore).
Dalla croce di vetta del Pizzo di Pellecchia, si segue, lungamente, la panoramica cresta a saliscendi in direzione nord, senza nessuna difficoltà, fino alla cima del Monte Pellecchia (1369 m, 0.40 ore): qui una croce e una lapide ricordano un disastro aereo avvenuto nel 1960.
Al ritorno si continua a percorrere la larga dorsale (segnavia 312), sempre a saliscendi, sempre in direzione nord. Giunti a quota 1323 metri in località Pozzi della Neve, si piega verso sinistra seguendo ancora il sentiero 312 ben segnato che prende la direzione sud ovest. Si scende velocemente a mezza costa (attenzione se il terreno è bagnato, diventa molto scivoloso) fino ad incrociare, a quota 995 metri, una sterrata che seguiamo, per il momento, a destra; dopo pochi metri termina presso il Rifugio Casa del Pastore (1003 m).
Dopo aver curiosato, si torna indietro (sud): la strada, quasi in piano, attraversa il largo displuvio tra la Valle Sanrico (a destra) e la Valle Lopa o Lupa (a sinistra). A quota 986 metri, dopo una larga curva a destra si risale, a mezza costa, il versante est del Colle della Caparnassa (con una breve digressione si può raggiungere la sua panoramica vetta a quota 1064 metri, 20 minuti a/r).
Appena la strada ritorna in piano, la si lascia a quota 1020 metri per seguire sempre il sentiero segnavia 312 verso sinistra (ovest) che scende in diagonale e poi a serpentina fino a raggiunge una sterrata che si trova più in basso e che rimane nascosta nel bosco. Raggiunta la carrozzabile (Via Monte Pellecchia), a quota 920 metri in località Madonna del Carmine la si imbocca a destra e, proseguendo verso nord ovest, si entra a Monteflavio dalla parte alta del paese. Lo si attraversa e si scende verso il campo sportivo, dove si è lasciata l’auto (2.30 ore).
Con l’occasione, per chi è allenato, può salire anche sul Monte Calvario attraversando il paese in direzione ovest: il sentiero passa accanto a numerose croci e termina sulla vetta dove c’è una chiesa (842 m, 0.45 ore a/r dall’auto).
Ottimo il panorama sul paese di Monteflavio.

Testo di Giuseppe Albrizio tratto dalla guida “Lazio a piedi” di G. Albrizio, A. Anfossi, F. Ardito, F. Belisario, R. Hallgass ©Iter Edizioni, 2020

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