Il portale della Camera di Commercio di Roma per l'agriturismo ed il territorio
Turismo lento
Condividi
Una delle cittadine dei Castelli Romani poco conosciuta ma che merita sicuramente una visita è Lanuvio. Il consiglio di viaggio è un itinerario urbano, percorso a piedi in modo lento e rilassato per godere di ogni angolo di storia passata.
Su una piccola altura nella parte più a sud dei Colli Albani, sorse intorno al XII secolo a.C. questa cittadina denominata Lanuvium. A causa delle fonti discordanti, non si sa con certezza se la fondazione sia dovuta a Diomede, eroe greco nella guerra di Troia che si fermò in Italia durante il viaggio di ritorno a casa, oppure all’eroe siculo Lanoios, compagno di Enea. Di certo resti archeologici attestano l’esistenza della città nel IX secolo a.C., una cittadina latina che dovette svilupparsi su tre terrazze, con la più settentrionale a ospitare l’acropoli con il famoso santuario di culto di Giunone Sospita, riferimento per tutte le cittadine del Latium vetus, quella più meridionale le mura latine del IV secolo a.C. Nel 338 a.C. quando i Romani sconfissero definitivamente le città della Lega latina, riservarono a Lanuvium un trattamento di favore, ovvero di Civitas cum suffragium, in cambio di parte dei proventi del ricco santuario. La cittadina, per l’importanza del luogo di culto e per la sua splendida posizione fu scelta come residenza di grandi personaggi dell’epoca e diede i natali agli imperatori Antonino Pio e Commodo. Nel 391, quando l’editto di Teodosio sancì l’obbligo di chiusura di tutti i luoghi pagani, iniziò la lenta decadenza di Lanuvium. Quasi distrutta dalle invasioni barbariche, fu ricostruita durante il Medioevo, quando i monaci benedettini la nominarono con il nome di Civita Lanovina. In seguito divenne possedimento dei Savelli, nel 1410 dei Colonna, per poi passare sotto la casata Cesarini e ancora dei Cesarini-Sforza. In questo periodo acquistò splendore con la costruzione di numerosi monumenti e opere d’arte che in parte sono sopravvissuti alle distruzioni del secondo conflitto mondiale quando fu bombardata ripetutamente.
La visita ha inizio nella piazza centrale dove si erge la bella Fontana degli Scogli, realizzata da Carlo Fontana nel 1675, su richiesta del signore di Lanuvio, Filippo Cesarini. L’artista fu collaboratore del Bernini e molto probabilmente gli scogli ricordano proprio la fontana del Fiumi di Piazza Navona di Roma. La passeggiata continua quindi alla scoperta dei resti delle antiche mura latine del IV secolo a. C., nella parte più meridionale del borgo, e delle antiche torri medievali costruite su lacerti delle mura latine aggiungendo blocchi di tufo. La più imponente e ben conservata è la torre di Porta Romana, con base circolare, era inizialmente una torre d’avvistamento, poi divenuta carcere fino al Settecento. A pochi passi dalla torre merita una visita la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, costruita nel Cinquecento su una preesistente del 1240, ampiamente restaurata nel 1675 da Carlo Fontana. Di fronte alla chiesa si staglia la mole di Palazzo Colonna, costruito nel 1400 per volere di questa famiglia, è noto per aver dato i natali nel 1535, a Marcantonio Colonna, eroe della Battaglia di Lepanto. Il palazzo in realtà non fu mai portato a termine dai Colonna, e fu ampiamente trasformato dai Cesarini che lo acquistarono nel 1564. Nella sua facciata interamente di pietra si può notare un elemento curioso, evidente materiale di risulta, un sarcofago in marmo di età romana.
Andando verso sud, è visibile la seconda torre della cittadina, la Torre dell’Anello, di forma cilindrica e che doveva essere una torre angolare dell’antico castello medievale. Proprio di fianco alla torre si conservano i resti di un sacello romano e dell’abside della scomparsa chiesa di Sant’Andrea. La torre prende il nome da un anello di ferro che sporge dalle mura della torre, che secondo la leggenda servì ad Enea, al suo arrivo, per ormeggiare la sua nave, ma che in realtà doveva servire in epoca medievale per esporre in piazza i condannati alla gogna. Sempre lungo le mura della città sono visitabili il quattrocentesco Santuario della Madonna delle Grazie, poi ricostruito nel 1523 e presso via De Gasperi, un’altra torre medievale, di forma cilindrica e coronata da una piccola merlatura.
L’area più affascinante si trova tuttavia sul Colle San Lorenzo, antica acropoli della città, raggiungibile facilmente a piedi. L’area archeologica è dedicata ai resti del santuario di Giunone Sospita, della prima metà del VII sec a.C., considerato il più famoso del Lazio per il culto della dea. Il sito archeologico custodisce: un portico, che un tempo doveva essere a due piani, a forma di elle e con semicolonne doriche, un ninfeo, svariate colonne e altri elementi ancora esposti all’aperto. I resti del tempio invece sono ubicati nel parco di Villa Sforza Cesarini, un villino in stile liberty della prima metà del 1900. Le campagne di scavo archeologico e le fonti antiche – in particolare Properzio ed Eliano – hanno consentito di riportare alla luce i resti di questo tempio che doveva essere monumentale ma soprattutto di ricostruire la storia di un antico rito propiziatorio rivolto al serpente sacro alla dea, a cui ogni primavera alcune vergini lanuvine dovevano portare in dono, in cambio di fruttuosi raccolti, delle focacce di farro. L’antro del serpente doveva trovarsi nell’attuale località Pantanacci, oggetto di numerose campagne di scavo che hanno consentito di portare alla luce oltre a blocchi di peperino con sopra incise delle squame, anche centinaia di ex voto, offerti dai fedeli al serpente, rappresentanti le varie parti del corpo per cui si chiedeva l’intervento divino di guarigione. I reperti più interessanti sono esposti presso il Museo civico e diffuso lanuvino ospitato, nel centro cittadino, presso il palazzo del Municipio di Lanuvio.
Dove
Tipologia