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Itinerari a piedi

Il Monte Soratte: l’Eremo di San Silvestro

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Tempo

4.15 ore

Itinerario segnato

Difficoltà

E

Fa parte dell'itinerario storico di: La Via Flaminia

Da Sant’Oreste un anello nella Riserva Naturale del Monte Soratte
Questa splendida escursione, facile e adatta a tutti, parte da Sant’Oreste, borgo fortificato medievale adagiato sulle pendici sudorientali del boscoso Soratte, montagna di quota assai modesta ma molto panoramica perché isolata. Incastonata a nord di Roma tra la Via Flaminia e il Tevere, la Riserva Naturale ne tutela la biodiversità. I sentieri, ben segnalati, sono numerosi e si intrecciano tra loro come una ragnatela. Dal punto di vista geologico, il rilievo del Soratte fu una grande isola calcarea che emergeva dal mare pliocenico, ed è perciò caratterizzato da ampie grotte e profonde cavità dette “meri” di formazione ipogenica, cioè scavate dall’acqua dal basso verso l’alto in senso contrario alla gravità. Questo itinerario porta subito a vedere, ma rimanendone a debita distanza, la Grotta di Santa Lucia. Si continua su una sterrata circondata dai boschi di carpino nero e orientale, orniello, acero minore e leccio.

Arrivati in cima al Monte Soratte, si resta affascinati dall’Eremo di San Silvestro, eretto nel punto in cui sorgeva un tempio dedicato al culto di Apollo. Fin dall’epoca preromana, infatti, il Soratte fu considerata una “montagna sacra” dalle popolazioni circostanti. Oltre all’Eremo di San Silvestro, l’itinerario tocca anche altre chiese, cappelle, romitori, monasteri e resti di strutture religiose. In tempi più recenti, il Monte Soratte è balzato agli onori della cronaca perché, a partire dal 1937, fu designato da Benito Mussolini per la costruzione, nel suo ventre calcareo, di un enorme rifugio antiaereo (4,5 km di gallerie) destinato alla protezione delle alte sfere del governo fascista. Il sito fu poi occupato dai nazisti del feldmaresciallo Albert Kesselring, che lo utilizzarono come sede del Comando Supremo del Sud Europa. Infine, durante la Guerra Fredda, una parte del complesso ipogeo fu convertita in bunker antiatomico per il Presidente della Repubblica. Questi luoghi sono oggi visitabili, sia a piedi che a bordo di un trenino elettrico, grazie all’A.P.S. “Bunker Soratte” (www.bunkersoratte.it), e sono parte integrante dell’interessantissimo museo storico diffuso denominato “Percorso della Memoria”.

 Scheda tecnica
Quota minima e quota massima: da 410 a 691 m
Dislivello: 350 m
Sviluppo: 8,5 km
Tempo: 4.15 ore
Difficoltà: E (escursionismo)
Segnaletica: bianco-rossa 202, 206, 205 (Sentiero degli Eremi), 201, tabelle
Periodo consigliato: tutto l’anno
Cartografia di riferimento: Carta Sentieristica Riserva Naturale Monte Soratte, disponibile nel Punto Informativo di Sant’Oreste in Piazza Mola a Vento
Indicazioni per famiglie: adatto ai bambini dai 7 in su

Accesso in auto
Dal paese di Sant’Oreste (Roma), si parcheggia all’ingresso presso Largo Don Mariano De Carolis (410 m).

Itinerario
Dal parcheggio si sale tramite una scalinata su Viale Europa che si percorre verso destra e, subito dopo, si volta a destra in Piazza Giosafat Riccioni. Si continua in salita e, superate le ultime case, la strada, circondata dal bosco, termina presso un’area destinata a parcheggio. Si supera un cancello in legno (430 m, tabella della Riserva) e si prosegue lungo la strada, ora sterrata, costeggiando l’antica Cava Bellucci (0.20 ore, pannelli informativi), in passato luogo di produzione di calce viva e raffinata. Percorsi cento metri, si giunge ad un bivio (425 m) nei pressi del quale il Comune di Sant’Oreste ha realizzato un anfiteatro sfruttando una delle cave. Con una deviazione a sinistra si può andare a vedere da una recinzione posta a sicurezza l’ingresso della Grotta di Santa Lucia (445 m).
Tornati al bivio (0.15 ore a/r), si prosegue a sinistra in piano sulla larga sterrata che si addentra sempre più nel boscoso versante sudorientale del Soratte, incontrando numerosi cartelli informativi della Riserva Naturale. Presto si raggiunge un bivio (420 m, 0.15 ore): qui si segue dritto il segnavia 202 trascurando a sinistra il sentiero didattico “Le Carbonare” con segnavia 202A. Subito dopo si incontra una caratteristica postazione per la condivisione gratuita dei libri, una fontana (acqua potabile), l’edicola della Madonna del Camminatore (419 m) e un piccolo presepe.
In falsopiano si arriva presso un incrocio (418 m) in cui sono ben segnalati i sentieri da trascurare, ossia a sinistra i segnavia 202B e 206 e a destra il segnavia 203A, ma non quello da seguire. Si deve infatti proseguire dritto sul sentiero 202 che qui non è indicato. La sterrata si restringe sempre di più e termina vicino a due panchine (415 m, 0.15 ore). Qui si segue una mulattiera segnata da bandierine di vernice sia rossa sia bianco-rossa e si inizia a salire ripidamente sul versante settentrionale del Soratte fino ad una biforcazione (440 m). Ignorando a destra il sentiero 202C, si prosegue a sinistra sul sentiero 202 sempre in ripida salita, zigzagando nella macchia mediterranea tra roccette ed erba.
Presto si perviene ad un altro bivio (485 m, 0.20 ore) dove il sentiero 202 termina. Trascurando a destra il 204A che scende sul versante nordoccidentale, si continua dritto sul sentiero di cresta (segnavia 206) lungo l’evidente mulattiera. Con alcune strette serpentine si raggiunge la Casaccia dei Ladri (598 m), forse un’antica torre d’osservazione costruita sul cocuzzolo più a nord della montagna, ora ridotta a rudere. Si racconta che la struttura fosse usata dai briganti come rifugio e punto di osservazione per avvistare il passaggio sottostante di carovane per poi assaltarle.
Qui la vegetazione dirada lasciando posto ad un ambiente roccioso e panoramico da cui si apre un’ottima vista a sud sulla via di cresta ancora da percorrere, a sud est sul Gran Sasso e sul gruppo del Monte Velino, ad ovest sul Mar Mediterraneo e a nord est sui paesi ai piedi dei Monti Sabini e sul Terminillo e, in lontananza, sui Monti Cimini e sull’Amiata.
Si continua lungo un corridoio tra fitta vegetazione sempreverde fino ad una biforcazione (570 m) dove si trascura a sinistra il sentiero 202B. Si scende e si sale ripidamente sul versante occidentale, saltellando tra roccette, fino ad arrivare sulla cima del Monte Soratte (691 m, 1 ora), che ospita l’Eremo di San Silvestro. La vista a 360 gradi è straordinaria come quella ammirata dalla Casaccia dei Ladri ma in più, verso sud est, si nota il paese arroccato di Sant’Oreste.
Si scende procedendo ancora in direzione sud est su un largo sentiero roccioso e pietroso protetto da staccionate; si tratta della via normale per il Monte Soratte che sale da Sant’Oreste denominata “Sentiero degli Eremi” e contrassegnata col numero 205, anche se in questo punto non è segnalata sul terreno.
Presto si raggiunge l’ex romitorio di Santa Maria delle Grazie (656 m, 0.15 ore). Il convento venne eretto dove sorgeva una cappella dedicata alla Beata Vergine la cui immagine, dipinta su un muro, era venerata nel secolo XVI. Il complesso fu abitato da eremiti e sacerdoti di vari ordini quali Camaldolesi, Francescani, Cistercensi. Attualmente è abitato da fra’ Giuseppe, disponibile ad accogliere gli escursionisti nella struttura e ad organizzare ritiri spirituali con possibilità di pernotto (per informazioni, telefonare al 320.8127821).
Aggirando il complesso religioso e seguendone le mura perimetrali, si prosegue lungo il sentiero 205 – che in questo tratto corrisponde col sentiero 201 – e si arriva all’Eremo di Sant’Antonio (617 m, 0.10 ore): l’ultimo restauro risale al 1925, ma attualmente è ridotto a rudere. Un tempo questo cenobio era sede del priore di tutti gli eremiti del Soratte. Da una piccola terrazza panoramica è possibile ammirare un magnifico colpo d’occhio ad occidente verso il Mar Mediterraneo e i Monti Cimini, che nascondono alla vista il Lago di Vico.
Si procede lungo il largo sentiero a mezzacosta, in questo tratto privo di segnavia e, ad una biforcazione (631 m), si lascia subito a destra una freccia con il segnavia 204C. Sempre immersi nella macchia mediterranea, in direzione sud est, si nota in fondo, su un cocuzzolo, la chiesa che è la prossima meta.
Giunti ad un bivio (630 m), si continua dritto seguendo le indicazioni per l’Eremo di Santa Lucia su un palo. Presto si raggiunge un’altra biforcazione (615 m) indicata da frecce: il tracciato sulla destra conduce all’Eremo di Santa Lucia (638 m, 0.20 ore). Come è documentato dal 1596, qui sorgeva un abitato di cui restano pochissime tracce di quello che altro non era che un grande complesso monastico. Dal 1613 al 1780 vi dimorarono molti anacoreti. La chiesa, non in buone condizioni, è chiusa da un cancello che non impedisce di sbirciare al suo interno: si possono osservare degli affreschi che raffigurano la Santa. Anche da questo luogo l’affaccio panoramico, seppur simile al precedente, è davvero appagante.
Ritornati alla biforcazione di quota 615 metri, si prende a destra il sentiero segnato da bandierine bianco-rosse. Si inizia a scendere rapidamente in direzione nord est sulla comoda mulattiera ammirando alcuni esemplari di lecci secolari che sono stati salvati dal taglio del bosco. Sbucati di fronte all’edicola dell’Annunziata agli Alberoni (551 m, 0.10 ore), si scende a destra sulla strada cementata costeggiando l’edicola del SS. Salvatore (505 m). La strada diviene asfaltata in corrispondenza di una biforcazione (465 m): qui, prendendo a destra la sterrata in salita, si giunge ad un punto panoramico con una grande croce (483 m, 0.20 ore) da cui si apre uno stupendo panorama sul paese di Sant’Oreste, sui Monti Sabini, su gran parte della valle del Tevere.
Tornati al bivio (465 m), si scende a destra sull’asfalto ma, percorsi 50 metri, sulla scarpata a sinistra si intravede un sentierino che, volendo, porta verso un bel fontanile (455 m) con tanta acqua potabile e due panche e tavolo per picnic. Si ritorna sulla strada asfaltata e si continua a perdere quota, sempre con stupenda visuale sui paesi e sui Monti Sabini. Superata una sbarra chiusa, si trova l’edicola di Sant’Anna posta in un punto molto panoramico (440 m). Scesa tutta Via Benedetto del Soratte, ci si innesta per un piccolo tratto su Viale Europa per poi voltare a sinistra e tornare al parcheggio (410 m, 0.35 ore).

Testo tratto dalla guida “Sentieri della fede nel Lazio” di Giuseppe Albrizio ©Iter Edizioni, 2025

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