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Itinerari a piedi

Le Cascate di Monte Gelato e il Parco del Treja

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Tempo

3.30 ore

Itinerario segnato

Difficoltà

T/E

Fa parte dell'itinerario storico di: La Via Cassia

…un fiume sacro nella terra dei Falisci
Acqua pulita in abbondanza, forre e dirupi, un morbido tufo da scavare per creare tombe o modellare in blocchi per costruire case e templi, colli isolati facilmente difendibili su cui insediarsi e vivere, ampi pianori di fertile suolo vulcanico da coltivare… Ne avranno avuti di motivi per essere felici gli antichi Falisci!
Ma la vicinanza con Roma purtroppo incalzava e durante il III secolo a.C. l’impatto con le sue truppe organizzate e pervasive fu loro fatale. Il dolce territorio ha tuttavia mantenuto integro nel tempo il suo fascino, arricchito dai due deliziosi borghi di Calcata e Mazzano Romano oltre ai resti di alcuni castelli e insediamenti medievali. Quest’area è oggi protetta dal Parco regionale della Valle del Treja e offre molti motivi per una visita approfondita. L’itinerario proposto la attraversa da sud ovest a nord est seguendo il corso ombroso del fiume, con ripetuti saliscendi che consentono di apprezzare la grande biodiversità degli ambienti di forra, ma anche la pacifica, luminosa, continuità dei terreni agricoli collinari.


Scheda tecnica
Quota minima e quota massima: da 105 a 210 m
Dislivello: 300 m
Tempo: 3.30 ore
Difficoltà: T/E (turismo/escursionismo)
Segnaletica: bianco-rossa 001, 002, 014, 015, 019, 009
Periodo consigliato: da settembre a giugno (nell’area di Monte Gelato evitare i weekend oppure preferire i mesi da novembre a febbraio)
Cartografia di riferimento: IGM 356 III Civita Castellana, 365 IV Campagnano di Roma
Indicazioni per famiglie: adatto ai bambini dai 7 anni in su

Accesso in auto
Dal parcheggio Castellaccio (162 m), sulla strada comunale di Monte Gelato a Mazzano Romano (Roma). L’itinerario proposto è una traversata che presuppone di lasciare un’altra auto nel punto di arrivo, il parcheggio comunale di Calcata (180 m).

Itinerario
Dal parcheggio si scende sulla sterrata di accesso fino alla strada asfaltata e si gira a sinistra. Percorsi circa 100 metri una breve deviazione sulla destra costeggia la Mola di Monte Gelato fino alle omonime cascate (0.10 ore a/r). Questa prospettiva di acque guizzanti fra i massi vulcanici è fra le più suggestive ed è stata utilizzata come set per molti film e spot pubblicitari. Si torna indietro girando sulla strada asfaltata a destra e, appena attraversato il ponte (162 m), si prende a destra uno stradello in discesa che conduce alle sponde del Fiume Treia e a un’altra bellissima visione sulle cascate.
Si prosegue fra grandi alberi di ontano sul sentiero 001 del Parco che si snoda lungo le rive, inizialmente con ripetuti saliscendi. Occorre fare attenzione perché questo primo tratto è molto impegnativo a causa di ripide salite e discese, e talvolta può essere temporaneamente chiuso per manutenzioni.
Si continua per oltre 2,5 chilometri, mantenendosi sul tracciato principale che corre quasi ovunque parallelo al fiume ed evitando qualsiasi deviazione. Interessanti gli scorci delle sponde boscate e le rapide fra i grandi massi vulcanici. Dopo una breve salita segnata da campi e canneti il tracciato si avvicina alle propaggini del borgo di Mazzano Romano, passando da sterrato a cementato.
Si iniziano a vedere le prime case di Mazzano, tutte costruite sul tufo affiorante. A un incrocio a T si piega a destra e dopo pochi passi si gira a sinistra sotto un arco per giungere sulla Piazza Umberto I (200 m, 1.10 ore). Qui una breve deviazione consente di visitare il nucleo storico di Mazzano: si attraversa un arco e si sale lungo Via Romana per circa 250 metri, si volta a destra e si è in breve alla Piazza dell’Antisà (“innanzi ai santi”, 0.10 ore a/r).
Si torna alla piazzetta di ingresso al borgo e, uscendo dall’arco, ci si tiene ad angolo acuto sulla destra per scendere su Via della Fontana, costeggiando a sinistra un parcheggio sopraelevato. La strada diventa sterrata e giunge in breve ad un antico lavatoio ristrutturato (163 m), superato il quale si gira a destra per scendere lungo il sentiero 002 del Parco. Si prosegue lungo il percorso che torna a costeggiare il fiume, fino ad imboccare un moderno ponte tibetano a destra (0.20 ore). Si attraversa così il Treja fino a confluire su una strada bianca dove si gira a sinistra. Dopo circa 200 metri si incontrano i ruderi dell’antico tempio falisco di Monte Li Santi – Le Rote. Con altri 200 metri si arriva all’incrocio (107 m, 0.10 ore) con la SP 17b per Calcata.
Vale qui la pena una deviazione per visitare il colle di Narce, in cima al quale giacciono le rovine di uno dei più importanti insediamenti antichi del cosiddetto “agro falisco”. Si attraversa la provinciale e ci si tiene a destra camminando per pochi metri lungo il bordo per girare subito a sinistra in direzione di Calcata (segnavia 014). Dopo circa 150 metri si gira ancora a sinistra (segnavia 015) e si inizia a salire fino alla cima del colle, suddivisa in tre vasti gradoni, dove a tratti si possono vedere i grandi blocchi di tufo che formavano la cinta muraria (0.30 ore a/r).
Tornati sulla provinciale ci si tiene a destra e si procede al bordo della strada prestando attenzione al traffico. Si supera un ponte sul fiume e, dopo circa 100 metri, si piega a destra sul sentiero 019 del Parco, chiamato “Fonteiano” a causa del gran numero di sorgenti superficiali che intercetta. Si cammina nuovamente paralleli alla sponda fluviale. Giunti ad un bivio (0.30 ore), ci si tiene a destra per prendere il sentiero 009 che attraversa il fiume su un moderno ponte di legno e sale ripidamente verso Calcata vecchia. In cima al sentiero si gira a destra e con pochi passi si arriva a Piazza Roma, punto di accesso al borgo antico di Calcata (162 m).
Un breve giro per il centro storico è d’obbligo (0.20 ore). Per arrivare al parcheggio comunale di Calcata da Piazza Roma è necessario salire verso l’uscita del paese e la provinciale. Appena prima della confluenza sulla provinciale si gira a sinistra in salita e si seguono le frecce indicatrici (0.10 ore).

Testo di Filippo Belisario tratto dalla guida “Lazio a piedi” di G. Albrizio, A. Anfossi, F. Ardito, F. Belisario, R. Hallgass ©Iter Edizioni, 2020

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