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Itinerari a piedi
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Tempo
5.15 ore
Itinerario segnato
Sì
Difficoltà
E
Da Pian della Faggeta, discesa per il Piano dell’Erdigheta
L’anello che sale al Semprevisa per la splendida valle dell’Acqua Mezzavalle e scende per il Piano dell’Erdigheta è, probabilmente, la più classica tra le escursioni sui Monti Lepini.
La fama di questo percorso è meritata in quanto, pur non essendo eccessivamente faticoso, offre tutto quello che un escursionista può desiderare: varietà di paesaggio, bellezza dei panorami e interesse naturalistico. Insomma, è un’escursione che qualunque appassionato di montagna dovrebbe effettuare almeno una volta nella vita! Scrivendo del Semprevisa è d’obbligo ricordare il grande alpinista Daniele Nardi prematuramente scomparso sul Nanga Parbat. Nato a Sezze, fu un grande amante di questa montagna e proprio qui si allenava per le sue imprese.
Scheda tecnica
Quota minima e quota massima: da 890 a 1536 m
Dislivello: 800 m
Tempo: 5.15 ore
Difficoltà: E (escursionismo)
Segnaletica: bianco-rossa 707, 707a, 700, 708
Periodo consigliato: tutto l’anno
Cartografia di riferimento: Monti Lepini, CAI Latina, Colleferro, Frosinone
Indicazioni per famiglie: adatto ai bambini dai 7 ai 10 anni fino alla vetta del Semprevisa. I ragazzi dagli 11 anni in su possono affrontare l’intero anello
Accesso in auto
Da Carpineto Romano (Roma), poco dopo essere entrati in paese, si svolta a destra per la strada che conduce a Pian della Faggeta (indicazioni per il Monte Semprevisa e il cimitero). Raggiunto il piano, dove finisce l’asfalto c’è un ampio slargo dove si parcheggia (890 m).
Itinerario
Si segue la sterrata che sale in direzione ovest verso l’evidente incisione scavata tra Monte Capreo e il Monte Semprevisa. Pochi metri oltre una netta curva a sinistra si lascia la strada e s’imbocca, sulla destra, il sentiero (915 m, segnavia 707) che risale il pendio per poi tagliarlo e addentrarsi verso il fondo dell’Acqua Mezzavalle.
Si attraversa una bella faggeta, si raggiunge il serbatoio di Acqua Mezzavalle (1215 m, 0.45 ore) e si prosegue, sempre lungo l’impluvio, fino a una bella radura in cima alla quale si trova la sella erbosa (1320 m, 0.30 ore) tra il Monte Capreo e il Monte Ardicara. Si piega a sinistra e si segue un evidente sentiero (segni bianco-rossi) che, nel bosco, taglia il pendio a mezza costa e raggiunge in breve l’ampia Sella del Semprevisa (1335 m, 0.15 ore). Si prende a sinistra e si supera il grosso masso inciso della Schiazza di Paolone per proseguire lungo la cresta in direzione sud est (segni bianco-rossi). Si alternano tratti boscosi e all’aperto fino a raggiungere la vetta del Semprevisa (1536 m, 0.45 ore) dove è stata posta una targa in ricordo di Daniele Nardi. La vista spazia dai Simbruini agli Ernici oltre che sul vicino mar Tirreno.
Per la discesa si prosegue lungo la cresta seguendo i segnavia biancorossi in direzione sud est. Si entra nel bosco e si continua sempre lungo la cresta fino a un bivio (1396 m, 0.30 ore), dove si ignora il sentiero che scende a sinistra verso la Fontana del Sambuco. Superato Monte La Croce (1427 m), si esce dal bosco e a quota 1375 metri, si scende in modo deciso verso il Piano dell’Erdigheta sempre seguendo la cresta, qui un po’ più ripida. Si raggiunge una sella erbosa (1305 m) dove si abbandona il sentiero per la vetta di Monte Erdigheta e si scende a sinistra su tracce prive di segnavia lungo un’erbosa vallecola che conduce al Piano dell’Erdigheta. Qui si ritrovano i segni bianco-rossi ed è possibile, facendo attenzione, osservare l’ingresso dell’Inghiottitoio dell’Erdigheta (1190 m, 1 ora).
Attraversato il piano, si raggiunge una zona boscosa caratterizzata da un susseguirsi di enormi doline dove, in caso di nebbia, occorre fare estrema attenzione ai segni bianco-rossi. Si prosegue mantenendosi sul bordo delle varie doline e poi si scende lungo un ampio impluvio sulla sinistra. Si raggiunge una zona con tassi secolari e una recinzione che si segue fino a una sterrata (1100 m, 0.30 ore). La si imbocca verso destra, si supera un tornante e si raggiunge un bivio (1040 m). Entrambe le strade portano all’auto in circa 2,5 chilometri (1 ora). Prendendo quella di destra, poche centinaia di metri prima del parcheggio si trova l’ingresso dell’inghiottitoio Ouso di Pozzo Comune: si raccomanda la massima prudenza e di non entrare nella grotta.
Testo di Riccardo Halgass tratto dalla guida Lazio a piedi di G. Albrizio, A. Anfossi, F. Ardito, F. Belisario, R. Hallgass ©Iter Edizioni, 2020
Tempo
5.30
Itinerario segnato
Sì
Difficoltà
E
Tempo
6.30
Itinerario segnato
Sì
Difficoltà
EE
Tempo
5.15 ore
Itinerario segnato
SI
Difficoltà
E