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Turismo lento
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Un punto di interesse per gli amanti del trekking nei Castelli Romani è il Castello di Lariano a Rocca di Papa. Si tratta di un’area tutelata dall’omonimo Parco Regionale – istituito nel 1984 su un’area estesa per oltre 10.000 ettari comprendente tutti i Colli Albani. Un luogo di straordinaria bellezza, dal punto di vista naturalistico ma anche storico-archeologico, che chiunque ami scoprire luoghi e culture in modo autentico, consapevole e rilassato dovrebbe assolutamente visitare.
La passeggiata ha inizio dall’abitato di Velletri e consente di immergersi nel paesaggio vulcanico tipico dei Castelli Romani, con rocce scure e persino canyon scavati nel tufo. Circondati da rigogliosi boschi di castagni e dalla vegetazione tipica delle aree vulcaniche si giunge ai resti del Castello di Lariano per godere di una vista magnifica che spazia dai pratoni del Vivaro a Rocca Priora fino alla croce del Tuscolo.
Il Castello di Lariano fu costruito in epoca medievale sulla sommità del Monte Algidus (noto oggi come Maschio d’Ariano) come fortezza per il controllo del territorio. Nel X secolo dovette servire da riparo alla popolazione locale che cercava rifugio durante le invasioni arabe. Fu quindi conteso tra le famiglie nobili del luogo, come gli Orsini e i Colonna, e durante il pontificato di papa Alessandro III passò sotto il controllo dello Stato Pontificio. Nel 1436 fu distrutto dalle truppe veliterne di Paolo Annibaldi della Molara, i suoi abitanti si trasferirono dunque nella parte più bassa del monte, dando origine all’attuale borgo di Lariano, che è stata frazione di Velletri fino agli anni Sessanta quando ottenne l’autonomia.
I resti del Castello, accanto a cui doveva sorgere una chiesetta, furono così lentamente abbandonati e ricoperti di vegetazione. Secondo il mito popolare i ruderi servirono ancora da rifugio nell’800 ma questa volta ai briganti della zona tra cui il famigerato Gasperone, uno dei più famosi briganti dell’Italia centrale che “invece di fare una fortuna dai suoi numerosi bottini, gli piaceva distribuirli a tutte le persone che incontrava, in particolare ad anziani e bambini poveri”*.
Il percorso, di circa 8 chilometri, raggiunge un’altezza di 891 metri e consente di godere di un panorama straordinario, osservare i resti del castello e la fauna composta da istrici, falchi pellegrini, salamandre, volpi, cinghiali e lupi.
*Pietro Masi “Memorie di Gasparoni redatte da Pietro Masi, suo compagno alla macchia e in prigione – Il brigantaggio nello Stato Pontificio” Editore Parenti, Firenze 1952
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